«La buona notizia dell’incontro al Quirinale è l’espressione usata dal capo dello Stato quando ha affermato “con orgoglio” la laicità della Repubblica». E il solo giudizio positivo che Marco Pannella, il leader Storico dei Radicali, dà della prima visita di Benedetto XVI al Colle. Per il resto, ripensando anche gli ultimi mesi di battaglia referendaria, attacca: «L’offensiva cattolica è in corso». E a Ciampi rimprovera: «Rivendicare orgogliosamente i rapporti tra Stato e Chiesa fondati sul Concordato clerico-fascista e i suoi peggioramenti, farebbe inorridire i laici del Partito d’azione e tutti i liberali dell’antifascismo».
Pannella, da parte di papa Ratzinger c’è stato un approccio nuovo?
«Al contrario. Mi pare sia sempre lo stesso: la pretesa di avere una sorta di sovranità etica e morale, quindi politica e legislativa; un atteggiamento totalizzante e totalitario. La posizione pontificia e vaticana interviene sui valori umani fondamentali pretendendo di stabilirne il grado di positività non solo per i fedeli, ma per tutti».
La chiarezza del Papa su famiglia, difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, scuola, è piaciuta a molti politici italiani: a lei?
«Beh, i teo-con applaudono nel Papa il “loro’ sovrano e ritengono di potere continuare sempre di più e sempre meglio grazie alla forza mondana del Vaticano. E poi nella storia politica italiana la convenienza è prevalente sulla convinzione».
Lei teme un’offensiva sull’aborto, ad esempio?
«Già quella legge fu frutto di un compromesso. Ora alcuni dicono: ‘Non vogliamo cambiare la 194, ma modificarne L’applicazione”. Quindi ci saranno circolari ministeriali, leggi interpretative, obiezioni di coscienza.., la difesa non sarà facile. Ma il punto è che con la sconfitta al referendum sulla procreazione assistita c’è stata una rivincita delle gerarchie ecclesiastiche rispetto ai trent’anni precedenti. E c’è una cosa che durante la campagna referendaria non abbiamo detto con chiarezza: erano in gioco due concezioni non solo dello Stato e della società, ma anche della libertà religiosa. Credenti e laici sono due categorie evocate non in modo corretto: la laicità è un connotato della religiosità per la maggioranza dei teologi anche cattolici; la laicità ha nella religiosità un suo connotato».
Lei invita i credenti alla riscossa?
«lo affermo che oggi più che mai occorrerà difendere la libertà e la dignità dei credenti che durante il referendum è stata massacrata, perché sono stati intimoriti. Avere scelto da parte del Vaticano l’invito all’astensione è stata la tecnica attraverso la quale la grande maggioranza dei fedeli non vedeva assicurata la segretezza del voto. Aggiungo: quanto è costato che i 25 mila parroci e i75 mila vice abbiano fatto i galoppini elettorali secondo gli ordini della Cei? E i professori di religione che non hanno dimostrato posizioni ortodosse, saranno fatti fuori dall’insegnamento e sostituiti con insegnanti di religione indicati dai vescovi e che poi paghiamo noi contribuenti? ».
Un errore compiuto dai referendari?
«Lo scontro andava fatto per l’abrogazione dell’intera legge 40, come per divorzio e aborto. Anch’io se non fossi stato un iniziato ai quesiti parziali avrei perso interesse nei meandri tecnico-scientifici».