14 giugno

Ricerca, si prepara la spedizione del Mille post-referendari

«Cara amica, caro amico, l’esito del referendum del 12-13 giugno realizzerà – in positivo o in negativo – una svolta storica per il nostro paese; in particolare rispetto all’affermazione delle libertà di coscienza e di ricerca scientifica, della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà religiosa». Comincia così la lettera inviata dall’Associazione Luca Coscioni – primi firmatari Mauro Barni, Gilberto Corbellini, Giulio Cossu, Luca Gianaroli, Claudio Giorlandino, Armando Massarenti, Luigi Montevecchi, Mariella Parachini e Donatella Poretti – per la convocazione di una grande assemblea di scienziati, politici e rappresentanti delle associazioni dei malati che si terrà all’Hotel Ergife di Roma nel fine settimana successivo alla tornata referendaria del 12 e 13 giugno. .55U

Autoconvocati. O meglio, più che di una convocazione, «si tratta di un’autoconvocazione – specifica il radicale Marco Cappato – organizzata per non disperdere il patrimonio di risorse soprattutto umane che il referendum, a prescindere dal successo o meno del quorum, ha di nuovo avvicinato ai temi della libertà di ricerca scientifica». Per questo, prosegue la lettera di autoconvocazione, «vogliamo riunire a Roma un’assemblea che sarà convocata solo se sarà garantita la presenza di almeno mille partecipanti. E questa condizione di mille partecipanti è posta proprio per garantire che si tratti di un’assemblea capace di assumersi in modo non velleitario impegni e obiettivi all’altezza della situazione post-referendaria».

Quale Italia? La domanda centrale, il nucleo della discussione degli autoconvocati è di cosa parlerà il mondo il 14 giugno? Due le opzioni: di un’Italia «che si sarà confermata all’altezza di quelle acquisizioni civili, rinnovando una tradizione di tolleranza, e facendo conquistare a tutti (anche agli sconfitti nel voto) una libertà in più; oppure, aggiungono i Radicali, «della riscossa, della prepotente rivincita di una minoranza fondamentalista, incapace di convincere la maggioranza dei cittadini (e meno che mai, dei cattolici italiani, ma in grado di far vincere un riflesso di indifferenza, di disinteresse; di astensione». La forbice tra le due opzioni è data da un unico e semplicissimo dato: l’affluenza alle urne.

Allarmi&adesioni. Per questo i firmatari precisano che non si tratta di «uno scontro tra laici e cattolici, anche perchè in tutti questi decenni, i cattolici italiani hanno sempre votato dalla parte delle libertà, distinguendo tra le proprie personali opinioni e la necessaria laicità delle leggi dello stato». Gilberto Corbellini, nel ribadire che l’assemblea ha bisogno di almeno mille partecipanti, fa un elenco delle prime adesioni: oltre ai primi firmatari, hanno aderito «intellettuali come Biagio de Giovanni, Eugenio Scalfari, Giancarlo Bosetti, Federico Orlando e Furio Colombo; politici come il ministro Stefania Prestigiacomo, il sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, Giuliana Del Bufalo; l’intero gruppo parlamentare dello Sdi con in testa il segretario Enrico Boselli, i repubblicani europei di Luciana Sbarbati; i parlamentari della Margherita Natale D’Amico e Cinzia Dato; gli esponenti diessini Enrico Morando, Lanfranco Turci e Franco Grillini, il repubblicano Antonio Del Pennino oltre a Luigi Manconi, Gianfranco Spadaccia, Marco Taradash». L’occasione è di quelle da non lasciarsi sfuggire. Sarebbe l’occasiome giusta per non gettare alle ortiche tutto il patrimonio di idee sulla ricerca scientifica (e i limiti italiani ad essa) maturato durante il dibattito pre referendario. Un patrimonio che sarebbe un peccato sacrificare sull’altare della tattica astensionista. Per far questo, occorre che la «quota mille» non sia solo un miraggio. Il tempo per aderire c’è ancora .