Ormai ben il 95% degli Italiani è al corrente del fatto che domenica e lunedì prossimi 12 e 13 giugno si terrà il referendum sulla procreazione assistita. Siamo sostanzialmente ai massimi della notorietà di un evento. Anche la conoscenza dei contenuti, magari solo a grandi linee, della legge sulla fecondazione artificiale vede questa settimana un picco dell’83%. In ogni caso il dibattito che si è avuto in Italia in queste ultime due settimane è stato dunque di grande portata democratica. Veniamo ora alla conoscenza specifica dei 4 punti che i promotori del referendum vorrebbero abrogare con altrettanti «sì». Anche qui il crescendo è stato impressionante, fmo a raggiungere questa settimana una punta massima del 69%. Il quesito che ormai è sulla bocca di tutti e però un altro: si raggiungerà il quorum? Analizzando il trend delle intenzioni di voto, possiamo vedere come i propensi a votare «sì», o prevalentemente «sì», tendono ormai da varie settimane a oscillare tra un minimo del 33 e un massimo del 40%. E gli altri? Abbiamo, nelle ultime 5 settimane, una percentuale oscillante tra il 10 e il 12% di intenzionati a votare «no», che paradossalmente fanno un po’ da ago della bilancia. Se infatti andassero davvero a votare si potrebbe anche raggiungere il quorum. Ma l’invito diretto della Chiesa al non voto potrebbe spingere molti «no» a non recarsi alle urne. Non a caso, d’altronde, tra gli eventi che hanno maggiormente carpito l’attenzione nel corso dell’ultima settimana, compare al secondo posto con un buon 21% di citazioni proprio l’invito del Papa e dei Vescovi all’astensione nel prossimo referendum.
Il «no» determinante per la vittoria del «sì»
La Stampa
Ci sarà il quorum se chi è contrario andrà a votare