Spazi tv per i quesiti Cattaneo in Procura: «Rispettate le regole»

Lavinia Di Gianvito
Un interrogatorio breve e piuttosto cordiale. Che non turba Flavio Cattaneo, accusato di aver limitato l’informazione sul referendum del 12 e 13 giugno. «La Rai ha rispettato la legge, sono sereno e tranquillo» sostiene il numero due di Viale Mazzini quando lascia il Palazzo di giustizia. La Procura, al di là del riserbo ufficiale, fa sapere che Cattaneo è stato iscritto nel registro degli indagati soltanto per «un atto dovuto». Una conseguenza inevitabile della denuncia dei Radicali, che hanno indicato proprio nel direttore generale il responsabile del presunto disinteresse televisivo sulla fecondazione assistita. Un dato certo è che a Piazzale Clodio non hanno fretta: l’inchiesta avrà i tempi consueti e quindi verrà chiusa dopo il referendum.

L’interrogatorio inizia alle 12 e si è conclude alle 13.30. Cattaneo è indagato per attentato ai diritti politici e abuso d’ufficio, i reati ipotizzati nella denuncia. Il pm Roberto Cucchiari vuole capire se le accuse di Daniele Capezzone, il segretario dei Radicali italiani, siano fondate. E, fra l’altro, chiede i dati sulle trasmissioni della Rai dal giorno in cui è iniziata la campagna referendaria. La quantità di informazione riservata alla legge 40 è un elemento centrale per la sorte dell’inchiesta: Viale Mazzini sostiene che dal 12 al 27 maggio sono stati dedicati al referendum 82 minuti al giorno.

«Ho risposto alle domande che mi sono state poste» sottolinea il direttore generale al termine dell’interrogatorio, durante il quale è stato assistito dall’avvocato Paola Severino.