«Non private mai un uomo dell’amore o della speranza». Luca Coscioni lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica da 11 anni e la sua testimonianza raccolta nel dvd (Io Luca Coscioni di Marco Leopardi) che esce oggi con l’Unità è «una lezione di vita e di politica che speriamo faccia pentire chi ha invitato all’astensione per il referendum», come ha ricordato nella conferenza stampa di presentazione alla sede della Stampa estera il direttore Antonio Padellaro. «Una testimonianza crudele ma dolcissima di un uomo che è stato colpito da una malattia gravissima e non cede. Anzi, diventa leader politico di una battaglia per la libertà di ricerca che alla vigilia del referendum assume un valore particolare – ha continuato Padellaro -.
Invieremo il dvd a tutte le personalità, dai presidenti delle Camere a Francesco Rutelli, che in maniera enfatica hanno detto che non andranno a votare. Non è una provocazione, solo un modo per ricordare, parafrasando il Vangelo, affinché sappiano quello che fanno». Il dvd realizzato da Marco Leopardi, regista che ha una moglie colpita dalla stessa malattia, racconta la storia di Luca prima e dopo la malattia. Lo si vede giovane, nel deserto, sempre di corsa. Il racconto lucido mostra poi i primi segni della sclerosi laterale amiotrofica, le sue conseguenze e l’inizio della lotta politica, non volendosi arrendere alla previsione dei medici: «Entro tre anni e mezzo morirò paralizzato nel mio letto».
Accanto a Luca c’è costantemente Maria Antonietta, la moglie che gli sta vicino «per una scelta d’amore vissuta in modo libero, ed invece lo Stato con la legge 40 impedisce altre scelte d’amore come quella di mettere al mondo un figlio o la speranza di vita che dà la ricerca sulle cellule staminali. Questo dvd è la storia dura di quello che stiamo vivendo e senza la speranza di una guarigione il senso d’impotenza aumenta».
La battaglia di Luca è la stessa «delle decine di migliaia di malati non trasportabili che domenica e lunedì non potranno andare a votare e che lottano per essere tolti dalle liste elettorali», come ricorda Marco Cappato dei Radicali. «Per Ruini anche loro sarebbero degli astensionisti consapevoli, assieme agli 800mila italiani all’estero che non riusciranno a votare».
«Le parole di Luca contano più delle paginate che il Corriere concede alla Fallaci – attacca Lanfranco Turci, tesoriere del comitato per il Sì -. Anche con questo dvd esce un messaggio di speranza, la speranza reale di poter vincere il referendum, nonostante la guerra che tutte le cariche istituzionali tranne il presidente Ciampi stanno portando avanti in modo ignobile». «Il buco nero dell’astensione – come lo ha definito Furio Colombo – da parte dei vescovi è desolante, ma è ancora più impressionante quello di Pera e Casini che chiamando all’astensione negano loro stessi, essendo stati eletti proprio tramite il voto. Sul nostro paese è caduta un’immensa superstizione, una superstizione antidonna, antibambino e antifuturo. Ma con la vittoria nel referendum – ha concluso Colombo – potremo liberare l’Italia da questa superstizione, ridando speranza ai malati e alle madri. Sono sicuro che anche la Chiesa nel giro di decenni chiederà scusa, come sempre è successo nella storia, rendendosi conto del suo comportamento oscurantista».
Intanto, ieri mattino al Campidoglio si è svolto un incontro su iniziativa del Comune di Roma e dei radicali – «Lasciamoli poter votare» – per garantire l’esercizio di voto ai disabili gravi. «Sono 100.000 in Italia, stando all’Istat del 2000 – ha detto il tesoriere dei radicali italiani Rita Bernardini- i disabili intrasportabili che non possono muoversi di casa e che, pur iscritti nelle liste elettorali, non possono esprimere il loro diritto al voto». A Roma i disabili potranno andare a votare usufruendo del servizio di trasporto organizzato dal comune.