Da Afef alla Mondaini le “donne per il sì”

Afef Tronchetti Provera, Sandra Mondaini, Iva Zanicchi, Rita Pavone, Ottavia Piccolo e Caterina Caschi: sono le nuove testimonial che scendono in campo per il Comitato trasversale “Donne per il si”, promosso tra le altre da Emma Bonino, Margherita Boniver, Stefania Prestigiacomo, Stefania Craxi, Ombretta Colli, Sonia Raule. E Sandra Mondaini, attrice abituata a non schierarsi politicamente («mai stata iscritta a partiti: penso con la mia testa»).

Un sì, quello della 74enne moglie di Raimondo Vianello, che nasce da due motivi.

«Primo, sono donna, e questo voto riguarda anzitutto noi. Secondo, non ho avuto figli, e io so cosa ho patito. Ho capito d’istinto il nocciolo del problema: questa legge non aiuta chi non può avere figli, e tanto mi basta». Per il momento i sì certi sono tre. Il dubbio è sul quesito per la eterologa: «Se chi dona il seme è un amico di famiglia, di cui si conosce tutto a partire dallo stato di salute e dalla situazione dei consanguinei, bene. Se è un estraneo che può avere chissà quali problemi genetici, allora proprio no».

Certo, se ai tempi ci fosse stata l’opportunità, ne avrebbe discusso col marito: «Conoscendolo non so se sarebbe stato d’accordo, ma almeno avremmo considerato l’ipotesi. Nel caso avrei avuto anche un nome: Umberto Veronesi. Scherzo, ma neppure troppo: siamo amici dall’infanzia, è uno scienziato di fama mondiale, una persona dalla mentalità aperta come la mia». La campagna per l’astensione non la scandalizza: «Sono cattolica, ma in casi così bisogna pensare prima alla propria felicità. Ma la Chiesa saprà evolversi: in fondo pochi anni fa a chi si faceva cremare neppure concedevano il funerale religioso».