NO ALLA FECONDAZIONE ETEROLOGA (Gazzetta del Sud)

<i>Il ddl sulla procreazione assistita approvato dalla commissione Sanità del Senato</i>

<b>10 Luglio 2003</b> – ROMA – No alla fecondazione eterologa (quella che utilizza seme o ovuli di donatori esterni alla coppia), no alla clonazione e alla sperimentazione sugli embrioni, fecondazione solo per le coppie di sesso diverso coniugate o conviventi, diritto del concepito a nascere. Multe salate e detenzione per chi non rispetterà la legge. Queste in sintesi le disposizioni principali contenute nel ddl approvato ieri dalla commissione sanità di palazzo Madama. Il testo è rimasto identico a quello licenziato dalla Camera il 18 giugno scorso. In un anno di lavori la commissione non ha approvato alcuna modifica, nonostante i quasi quattrocento emendamenti presentati. Il braccio di ferro non è stato netto tra maggioranza e opposizione, ma tra laici e cattolici.
Si è comunque creato un consenso trasversale che, compatto, ha bloccato ogni modifica proposta. La parola ora passa all'aula del Senato dove il provvedimento dovrebbe essere incardinato prima della fine di luglio. La giornata ieri è iniziata con la manifestazioni davanti al Senato delle associazioni cattoliche che hanno appoggiato la legge sostenendo che l'embrione è un essere umano sin dal concepimento. Mentre nel pomeriggio è stata la volta dei radicali che hanno organizzato un sit-in di protesta. «Libertà di cura e di ricerca scientifica per uno stato laico capace di non soccombere alle etiche religiose» è stata la richiesta dell'Associazione Luca Coscioni, che ha depositato alle Camere una nuova legge. Gli oppositori al testo approvato promettono di non mollare e aspettano l'ultima verifica. «Ci auguriamo che in aula sia possibile fare qualche passo in avanti e modificare il testo almeno nei suoi aspetti più paradossali» ha detto il diessino Giorgio Tonini. Mentre Vittoria Franco e Monica Bettoni (Ds) hanno affermato che si tratta di «un provvedimento oscurantista che mortifica in un colpo solo il corpo femminile, i medici, la libertà di ricerca, i malati». «Illiberale, incoerente, illogico, incostituzionale e inapplicabile» sono gli aggettivi usati dal sen. Antonio Del Pennino (Pri), secondo il quale «una maggioranza trasversale, che ha raccolto consensi dalla Cgil e dalla Margherita, ha respinto senza motivazione ogni emendamento, anche i più ragionevoli e moderati. Soddisfatto per l'approvazione senza modifiche del ddl il presidente dei senatori Udc, Francesco D'Onofrio, il quale annuncia che si impegnerà a far approvare anche dall'aula del Senato il testo varato ieri. Anche il sen. Riccardo Pedrizzi (An), che auspica l'approvazione prima delle vacanze, chiede la blindatura del testo in aula. Secondo i parlamentari dell'Udc, l'on. Olimpia Tarzia, e il senatore Corrado Danzi, con l'approvazione del ddl «ha vinto la ragione a dispetto dell'intolleranza ideologica». Il sottosegretario alla salute Cesare Cursi ha parlato di una legge «importante e perfettibile e, comunque, rispetto al niente che c'era prima è sempre un dato di fatto positivo». Nella maggioranza un invito al dialogo viene dall'azzurro Antonio Tomassini. «Cosi come la commissione – ha detto – ha rispettato i tempi e i modi, sia per approfondire la materia, sia perchè ciascuno si esprimesse, altrettanto l'aula dovrà fare senza strozzare la discussione del parlamento». Un invito al governo Berlusconi «a prendere un deciso atteggiamento di coerenza e a respingere fermamente una legge iniqua e negatrice dei diritti umani che, di fatto, porrebbe l'Italia alla stregua dei paesi del terzo mondo» è stato rivolto dalla Società Italiana Medicina della Riproduzione (Simr), presieduta da Severino Antinori. Infine una donna italiana di nome Vittoria, in attesa della possibilità di accedere alla fecondazione eterologa, manifestando con i radicali fuori del Senato, ha detto che se passa la legge andrà all'estero pur di riuscire a rimanere incinta.