<b>10 Luglio 2003</b> – Il testo è rimasto identico a quello licenziato dalla Camera il 18 giugno scorso. In un anno di lavori la commissione non ha approvato alcuna modifica, nonostante i quasi quattrocento emendamenti presentati. Il braccio di ferro non è stato netto tra maggioranza e opposizione, ma tra laici e cattolici. Si è comunque creato un consenso trasversale che, compatto, ha bloccato ogni modifica proposta. La parola ora passa all'aula del Senato dove il provvedimento dovrebbe essere incardinato prima della fine di luglio.
La giornata di ieri è iniziata con la manifestazioni davanti al Senato delle associazioni cattoliche che hanno appoggiato la legge sostenendo che l'embrione è un essere umano sin dal concepimento. Dopo l'happening in strada, a cui hanno aderito un centinaio di associazioni, i rappresentanti del movimento per la vita, del Forum delle associazioni familiari e del Forum degli operatori sanitari hanno incontrato la stampa nella sala rossa del Senato. «Subito la legge, prima di tutto il bambino», «fermiamo il business sull'embrione», «Sì alla legge che riconosce l'embrione uno di noi». Questi alcuni degli slogan della manifestazione. «Non è un testo perfetto – hanno sottolineato le associazioni – ma rappresenta l'unico possibile per porre fine al Far West della provetta». Il principio fondamentale, spiegato poi nel corso della conferenza, è che «ci si trovi davanti a un essere umano sin dal concepimento, di un individuo titolare del diritto alla vita». E a sostegno di questo hanno portato un documento sottoscritto da 324 docenti delle università italiane in cui si riconosce l'embrione come essere umano. «Il 67,3% degli Italiani – ha detto Olimpia Tarzia del Movimento per la vita, citando un'indagine Censis – è contrario all'utilizzo degli embrioni per qualsiasi motivo e tale percentuale è cresciuta rispetto all'anno scorso del 14%». Ha proseguito poi spiegando che le cellule staminali del cordone ombelicale sono le più adatte alla ricerca, anche se questo comporta un investimento. «In questa legislatura vorremmo arrivare ad un'approvazione rapida» ha affermato Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita ed ha aggiunto che questa legge non rappresenta un pericolo per quella sull'aborto, come sostengono alcuni degli oppositori a questo testo. «La legge – ha detto – collocata nel contesto italiano realizza il massimo possibile del bene».
Mentre nel pomeriggio è stata la volta dei radicali che hanno organizzato un sit-in di protesta. «Libertà di cura e di ricerca scientifica per uno stato laico capace di non soccombere alle etiche religiose» è stata la richiesta dell'Associazione Luca Coscioni, che ha depositato alle Camere una nuova legge. Gli oppositori al testo approvato promettono di non mollare e aspettano l'ultima verifica.
Soddisfatto per l'approvazione senza modifiche del ddl il presidente dei senatori Udc, Francesco D'Onofrio, il quale annuncia che si impegnerà a far approvare anche dall'aula del Senato il testo ieri varato. Anche il sen. Riccardo Pedrizzi (An), che auspica l'approvazione prima delle vacanze, chiede la blindatura del testo in aula.
FECONDAZIONE ASSISTITA, LA NUOVA LEGGE FA UN ALTRO PASSO AVANTI (L
<i>No alla fecondazione eterologa, no alla clonazione e alla sperimentazione sugli embrioni, fecondazione solo per le coppie di sesso diverso coniugate o conviventi, diritto del concepito a nascere. Multe salate e detenzione per chi non rispetterà la legge. Queste in sintesi le disposizioni principali contenute nel ddl approvato ieri dalla commissione sanità di palazzo Madama.</i>