IL LECCA-LECCA DI MAIGRET

<b>2 Agosto 2003</b> – Parafrasando un celebre aforisma di John Belushi si potrebbe dire che quando lo Stato si fa etico l´etica inizia a tremare. Figuriamoci quando lo Stato da etico diventa dietetico e salutista. Le vie dell´inferno sono lastricate di buone intenzioni e, questo Stato -etico-dietetico-salutista- ha tutte le caratteristiche di uno Stato -mammo mediterraneo-…sovrappeso, i capelli unti e i seni over size, e soprattutto ansioso e ansiogeno: metti il casco, allaccia la cintura, non bere, non fare sesso mercenario, vai a letto presto e…non fumare! Il fumo è nocivo, nessuno può contraddire mammo Sirchia. Non ci resta che chinare il capo e cospargerlo col fumo dell´ultima sigaretta e rassegnarci a fumare nei cessi come quando andavamo a scuola. Preso atto di questa ineludibile verità..c´è una cosa che mi sconcerta. Il biancocrinito min. della "Santità", oltre che salvare i nostri alveoli, vuole moralizzare l´arte! Dagli sceneggiati e film spariranno pipe, sigari, sigarette, narghilè e, forse, alcolici e super alcolici. Solo per la cronaca vorrei ricordare che i più recenti tentativi di moralizzare l´arte furono messi in pratica da fascismo, comunismo, nazionalsocialismo. Naturalmente l´esempio non regge ma, ai più distratti, vorrei far presente che la Magli, a Porta a Porta, invocò il "rogo" per Bukowski (corruttore di giovani) e la Mussolini, al Costanzo show, chiese la testa di Nabokov (istigatore della pedofilia). Se si volesse, seguendo l´onda di un revisionismo nazionalsalutista, depurare la letteratura e la cinematografia da ogni indulgenza verso Bacco e tabacco, dove si finirà? Una delle prime virtù sociali è tollerare negli altri ciò che bisogna proibire a se stessi. Tolta la bionda ad Humphrey Bogart, la pipa a Maigret ed a Sherlock Holmes,…questo slippery slope dove ci condurrà? Con che cosa sostituiremo il vizio di Zeno? E le fumose pause di Bukowski? E le pagine di tutti i giallisti invece del sapido aroma di Avana e Lucky ci sorprenderanno con mentine ed aromatiche liquirizie? Moralizzare l´arte? Il vero artista è una persona poco raccomandabile, chi vorrebbe come padre un assassino, sodomita, giocatore come Caravaggio? O un misantropo alcolizzato come Van Ghog? O un tossicomane libertino come Modigliani? Chi si augurerebbe di avere un figlio come Rimbaud o Demeny o Verlaine? O uno zio come Artaud, o un fratello come Poe, o un cugino come Campana? Io qui mi fermo…siamo però certi di una cosa: l'arte non ci rende superiori né migliori…l´arte non è morale o immorale è semplicemente…amorale. Riguardo alla mia deformazione mentale che mi spinge a trovare in ogni cosa il ridicolo, il transeunte, l'immanente, l'incompleto, il parziale, il parcellizzato, credo che sia dovuta ad una troppo sviluppata visione prospettica del mondo. Apollinaire in un saggio del 1913 disse che la prospettiva è quel trucco che fa vedere tutto più piccolo. Ebbene sì! Chi non ricorda i pianti fatti a dieci anni per un giocattolo ritenuto indispensabile? Ed il gelato che non ci hanno comprato? E il primo amore? Il primo esame? La prima delusione? La prima vittoria? In prospettiva ci appare tutto banale, insignificante, tutto acquista un valore relativo e delle nostre gioie e delle nostre pene resta solo un sorriso abbozzato, un velo ironico che non sappiamo nascondere. Quello che oggi ci appare importante, che ci preclude ogni altra possibilità, domani lo ritroveremo relegato nella giusta dimensione che il tempo gli ha restituito. Termino questa estemporanea divagazione con una citazione di Baudelaire tratta da Mon coeur mis à nu: "L'uomo di spirito, colui che non s'accorderà mai con nessuno, deve applicarsi ad amare la conversazione degli imbecilli e la lettura di brutti libri. Ne trarrà godimenti amari che compenseranno largamente la sua fatica".