UNA GUIDA ALLA SCIENZA OGGI IN PIU

<i>Tutta la vita parola per parola</i>

<b>3 Settembre 2003</b> – IL 26 giugno 2000 è una data importante nella storia dell'umanità. Quel giorno è stato comunicato ufficialmente che gli sforzi giganteschi di due imprese scientifiche in concorrenza, la Human Genome Project, a risorse pubbliche internazionali, e la Celera, una ditta privata, avevano portato a completamento la mappa del genoma umano. Come in tutte le date simboliche, quasi tutto era già accaduto prima o doveva ancora accadere. La sensazione diffusa è stata tuttavia che quello fosse veramente l'inizio di una nuova biologia, dotata di strumenti predittivi e di capacità progettuali fondate sulla conoscenza della basi fisico-chimiche della vita.
Stava cioè nascendo una nuova prospettiva, fondata sulla stretta associazione fra conoscenze di base e strumenti applicativo e tecnologici, capace di trasformare il nostro destino tanto quanto avevano potuto la chimica e la fisica nel Novecento, ma con un impatto sociale ancora più forte, capace di rimettere in discussione le nostre appartenenze morali e filosofiche. Capire la biologia, oggi, significa quindi non soltanto capire come la ricerca scientifica abbia mutato la nostra immagine, laicizzando il vivente, ma anche come questa abbia innescato cambiamenti irreversibili nella vita pratica, con una velocità di crescita esponenziale delle conoscenze e delle prospettive. Meno di dieci anni fa si discuteva ancora della fattibilità del progetto Genoma, ora le nuove linee di ricerca sono tutte all'insegna della post-genomica. Questo non significa ovviamente che le conoscenze e le capacità applicative crescano in modo uniforme e che non esista una retorica della ricerca biologica e biotecnologica, più adatta ai linguaggi della pubblicità e del marketing, che a quelli della seriosa scienza ufficiale del passato. Ma è certo che il cambiamento è epocale e innesca speranze e paure di corrispondente portata (la cura del cancro, ma anche l'eugenetica; le nuove tecnologie della riproduzione, ma anche la clonazione; la bio-riparazione delle aree ecologiche degradate, ma anche le tecnologie transgeniche nel settore alimentare; la medicina biologica, ma anche il divario fra strumenti conoscitivi e interventi terapeutici). Le cronache degli ultimi anni hanno portato in luce una ulteriore ambivalenza: da una parte il mondo globalizzato è fragilissimo rispetto a strumenti di guerra biologica e di bioterrorismo, dall'altra esistono sterminati settori della medicina e della biologia, ad esempio malattie tropicali e infettive, che sono trascurati. Studi recenti hanno definito questa disparità il "gap 10/90", per dire che meno dl 10% della spesa mondiale per la ricerca sanitaria è dedicata ai principali problemi medici del 90% della popolazione. Questo conflitto globale per le risorse sanitarie e le priorità sociali è stato annunciato dalla diatriba tesa ad ottenere a bassi costi farmaci anti-Aids. Lo scontro legale e politico, innescato da paesi come il Brasile, la Thailandia, la Malaysia, l'India, la Cina, il Messico, l'Argentina e la Corea, ha praticamente fatto saltare i controllo del mercato farmaceutico da parte delle industrie che avevano sviluppato quei farmaci. La lotta all'intolleranza può essere essenzialmente lotta alle cause biologiche e sociali dell'ingiustizia e della sofferenza umane, nelle diverse regioni geo-economiche del mondo. (…) Fare un dizionario di biologia , specialmente oggi, è un'impresa ardua. Da una parte bisogna rendere conto in modo adeguato delle novità culturali e metodologiche che impetuosamente si affacciano, con un ricco apparato di neologismi, promesse, attese. Nello stesso tempo si devono evidenziare le radici storiche del presente, senza cadere nel nozionismo, ponendo in valore quei concetti, che rimangono attuali e aperti nel tempo, e che spesso vengono rivisitati in modo acritico alla luce delle nuove conoscenze e dei nuovi paradigmi teorici. In più, si devono far coesistere la biologia di radici naturalistiche con la biologia funzionalistica, a forte impianto sperimentale. La soluzione è stata quella di raccogliere nelle varie voci del Dizionario i contributi di scienziati militanti, come di filosofi e storici della scienza, assumendo una varietà di approcci, di strutture di pensiero, di scale di priorità, di stili. Questa molteplicità è il limite ma anche la forza dell'opera. Spiega cioè che la biologia ha molte anime, molte tradizioni, molte prospettive e proprio da questo pluralismo, nasce la sua ricchezza e la sua potenzialità esplicativa.
500 PAROLE-CHIAVE
Mille pagine, quasi 500 voci, una settantina di collaboratori: è il «Dizionario di Biologia» diretto da Aldo Fasolo appena pubblicato dalla Utet, un