Nove anni fa moriva DJ Fabo: la legge del Governo rischia di cancellare i diritti conquistati dalla sua lotta pubblica

Dj Fabo

Dal 6 al 19 aprile saremo in piazza per una mobilitazione

Grazie alla sentenza della Corte sul “caso Cappato-Antoniani”, fino ad oggi 18 persone hanno ricevuto il via libera per l’accesso al “suicidio assistito” da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Se la legge del Governo fosse stata in vigore, non l’avrebbero ottenuto.

Nove anni fa Fabiano Antoniani (DJ Fabo), 40enne milanese cieco e tetraplegico a seguito di un incidente stradale, ha ottenuto in Svizzera l’aiuto medico alla morte volontaria.

La sua lotta pubblica e la disobbedienza civile di Marco Cappato, che lo accompagnò in Svizzera, hanno portato alla legalizzazione del testamento biologico (approvato dal Parlamento proprio nei giorni del processo a Cappato) e del “suicidio medicalmente assistito”, a determinate condizioni, da parte della Corte costituzionale nel 2019. Diritti che sarebbero cancellati se la legge del Governo sul fine vita venisse approvata.  Per questo nelle prossime settimane l’Associazione Luca Coscioni organizzerà dal 6 al 19 aprile nelle piazze di tutta Italia una mobilitazione per chiedere al Governo di ritirare la legge.

“La proposta di legge presentata dal Governo sul tema del fine vita che il Senato intende esaminare  ad aprile in Aula, se approvata, cancellerebbe i diritti conquistati grazie alla mia azione di disobbedienza civile a fianco di Dj Fabo e a quelle dei 13 attivisti di Soccorso Civile.

In particolare escluderebbe il Servizio Sanitario Nazionale (e dunque le Regioni stesse) da questi percorsi, eliminerebbe il ruolo dei Comitati etici locali, sostituiti da un Comitato nazionale di nomina governativa; limiterebbe il diritto all’aiuto alla morte volontaria solo a pazienti attaccati a una macchina (escludendo così molti pazienti oncologici terminali o affetti da patologie neurodegenerative) e annullerebbe il valore delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (“testamento biologico”) per chi fa richiesta di aiuto alla morte volontaria.

Per impedire che le persone malate siano condannate a soffrire senza poter scegliere, ci mobiliteremo in tutta Italia affinché il Governo ritiri la proposta di legge, il Parlamento discuta la legge di iniziativa popolare “eutanasia legale”, le Regioni approvino procedure certe in materia e le persone siano informate sui proprio diritti”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

➡ I diritti conquistati grazie alla lotta pubblica di DJ Fabo

Il Suicidio Medicalmente Assistito: La sentenza numero 242 del 2019 della Corte costituzionale sul caso Cappato-Antoniani, che ha legalizzato l’accesso alla procedura a precise condizioni di salute delle persone. Da quel momento fino ad oggi:

  • Sono 18 le persone che hanno ricevuto il via libera per l’accesso al suicidio assistito in Italia.
  • Di queste, 13 persone hanno effettivamente avuto accesso.
  • 9 persone sono attualmente seguite dall’Associazione per la richiesta di accesso al suicidio assistito.

Testamento Biologico: Il caso di Fabiano Antoniani (Dj Fabo) è stato cruciale per l’approvazione della legge sul testamento biologico (DAT) in Italia nel dicembre 2017. Fabo ha lottato per il diritto di poter scegliere sul proprio fine vita, evidenziando la necessità di norme chiare a tutela di questa possibilità. Il testamento biologico oggi permette di indicare in anticipo quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare in caso di futura incapacità di autodeterminarsi.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.