<b>12 Settembre 2003</b> – BOLOGNA – Sono un milione e quattrocentomila i piccoli nati in tutto il mondo grazie alla fecondazione assistita. ''E l'Europa ha una posizione dominante: dal vecchio continente proviene il 65-70% dei dati mondiali''. Parola di Karl Nygren, presidente del Consorzio del Registro europeo dei concepimenti in vitro (che riunisce 24 Paesi), intervenuto al Sismer Forum di Bologna. ''Si tratta di bambini, ma anche ragazzi, se si considera che i primi nati hanno oggi 25 anni e che la sorella (anche lei concepita in vitro) di Louise Brown,'primogenita' tra i bebe' in provetta, ha da poco avuto una figlia nata in modo naturale''. ''Oggi sono stati fatti grandi passi avanti, possiamo prevedere quali cellule uovo fecondate hanno piu' possibilita' di attecchire. Il 50-60%, infatti, non sara' mai in grado di dare origine a un embrione che si impianta''. Ma dagli esperti riuniti a Bologna arriva anche un allarme: nel caso di gravidanze gemellari si espongono a inutili rischi mamma e bebe'. ''Abbiamo scoperto – spiega Francois Shenfield, coordinatrice dalla task force per l'etica dell'Eshre (Societa' europea di riproduzione ed embriologia) – che in caso di gravidanza trigemina un bimbo su cinque rischia problemi di salute. Inoltre il 30-50% delle donne dopo il parto multiplo diviene vittima della depressione o subisce un forte stress, dovuto all'impegno fisico ed economico. Basta con l'entusiasmo per le 'triplette' e le gravidanze multiple: l'ideale e' un bimbo alla volta''.
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