"SONO 12MILA I FIGLI IN PROVETTA" (Il Nuovo)

<i>Concepiti e nati negli ultimi 5 anni, secondo il Sismer. "Un bimbo su 50, in Italia, che viene al mondo è merito nostro". Polemica sulla nuova legge in approvazione al Senato.</i>

<b>12 Settembre 2003</b> – ROMA – I figli della provetta. Sono oltre 12.000 i bambini italiani concepiti e nati negli ultimi cinque anni, che sono iscritti nel registro italiano volontario per i concepimenti in vitro. Il registro è stato presentato nel corso del Forum organizzato dalla Società italiana studi di medicina della riproduzione (Sismer), che rappresenta circa il 70-75% della realtà italiana, avendovi aderito circa 120 centri di fecondazione assistita italiani (privati e pubblici). Dal registro, che viene pubblicato annualmente, emerge che in Italia dal 1997 al 2000 sono stati eseguiti più di 58.400 cicli di fecondazione assistita, mentre la percentuale in termini di complicanze e malformazioni è la stessa dei coetanei nati dal parto naturale (2,5-3%). Il registro era già presente in diversi Paesi europei. "Secondo il registro italiano – spiega Luca Gianaroli, direttore scientifico del Sismer – l'Italia è in perfetta media europea come percentuale di successo delle tecniche impiegate". Resta invece il divario sullo sviluppo della fecondazione assistita: "Nei Paesi del nord Europa la percentuale di bambini nati con fecondazione assistita è di circa uno su 25, in Italia uno su 50. Nei prossimi cinque anni contiamo di arrivare a 4 su 100".

Intanto, a dieci giorni dalla discussione del disegno di legge al Senato, restano robuste le critiche: "La situazione scientifica confortante – attacca Gianaroli – rischia di essere compromessa se passerà il disegno di legge, perché quel testo limita drasticamente le possibilità di concepimento". Fra i punti contestati del disegno di legge c'è "il limite dei tre ovociti da inseminare. Abbiamo fatto una simulazione – continua Gianaroli – tenendo conto delle limitazione del testo utilizzando i dati di 100 cartelle cliniche: due terzi delle coppie, che hanno avuto una gravidanza dopo un trattamento convenzionale, qualora fosse stata in vigore la nuova legge, non avrebbero concepito".