Durante la settimana, i governi si sono divisi in due blocchi e hanno preso atto che le differenze fra loro non potranno probabilmente essere risolte, secondo quanto hanno riferito a Reuters dei diplomatici. Una decisione finale sui prossimi passi da compiere spetterà alla commissione legale dell'Assemblea Generale, che non ha ancora fissato una data per una decisione sulla questione.
Un gruppo di circa 40 nazioni, guidate da Costa Rica e Stati Uniti e riunite con l'aiuto dei gruppi anti-abortisti statunitensi, insistono per un trattato che vieti sia la clonazione umana sia la clonazione "terapeutica" o "sperimentale", nella quale embrioni umani vengono clonati a finalità di ricerca medica.
A questi, si oppone un gruppo di 14 nazioni, la maggior parte delle quali europee ma che comprende anche Giappone, Brasile e Sud Africa, che ribattono dicendo che prima bisogna vietare velocemente la clonazione umana, lasciando ai singoli governi la decisione se regolare — e se sì, come — la clonazione terapeutica.
"La clonazione terapeutica è una delle tecnologie che riteniamo abbia enormi prospettive", ha detto Elizabeth Woodson, del Dipartimento della Salute britannico. "Stiamo guardando ad un futuro dove la ricerca cellulare porterà a nuove cure per una serie di malattie che colpiscono milioni di persone e per le quali al momento non c'è cura".
Ma Ann Corkey, in rappresentanza degli Stati Uniti, replica che un trattato che consentisse la clonazione sperimentale" autorizzerebbe essenzialmente la creazione di un embrione umano con lo scopo di ucciderlo per estrarre cellule staminali, elevando così il valore della ricerca e della sperimentazione ad un livello superiore rispetto alla vita umana".