<b>10 ottobre 2003</b> – Inizia un nuovo modo di lottare contro i tumori e si comincia ad intravedere la strada per nuove terapie che agiscono su un gruppo di meccanismi biologici finora poco studiati riuniti sotto il nome di fenomeni epigenetici. Il loro studio consentira' anche di fare passi avanti nella tecnica di clonazione. E' quanto riferito in un intervento da Ernesto Di Mauro, ordinario di Genetica Molecolare all'Universita' La Sapienza di Roma, nel corso del convegno internazionale 'Epigenetics' apertosi oggi a Roma. ''L'epigenetica – spiega Di Mauro – e' un terreno finora praticamente inesplorato ma importantissimo perche' tutti i tumori sono causati anche da fenomeni epigenetici''. E' stato possibile incamminarsi su questa strada solo dopo la stesura del genoma umano, ora sappiamo che al di la' della genetica c'e' un mondo di meccanismi biologici ancora tutto da scoprire che si attua al di sopra dei geni stessi e che si basa sul controllo della loro attivita' mediante una serie di processi chimici. Questi non vanno a toccare la sequenza del Dna ma alterano l'accessibilita' fisica al genoma da parte di complessi molecolari deputati all'espressione genica e,quindi, alterano il grado di funzionamento dei geni. Questi fenomeni epigenetici sono a loro volta tramandati nelle generazioni cosi' come l'ereditarieta' genetica da piu' tempo nota e, quindi, si parla oggi di memoria epigenetica. Solo da poco sappiamo che interferendo con gli enzimi di base dell'epigenetica, che rendono il Dna piu' o meno accessibile ai sistemi di produzione di proteine, possiamo controllare l'attivita' dei geni e quindi pensare a una nuova chemioterapia, dichiara Di Mauro. I tumori sono malattie complesse e possono innescarsi non solo con mutazioni sul Dna ma anche con funzionamento difettoso di uno o piu' fenomeni epigenetici. Alterazioni del pattern epigenetico di una cellula possono dar luogo all'accensione di geni che invece normalmente sono spenti o viceversa al silenziamento di altri che invece devono funzionare. ''Inoltre quando avremo fatto luce sui vari meccanismi epigenetici che agiscono in parallelo – sostiene Di Mauro – si potra' anche progredire nella tecnica della clonazione la cui riuscita ad oggi e' ancora casuale come il lancio di un dado''. Infatti l'impronta dei meccanismi epigenetici lasciata sul Dna paterno e materno dopo la fecondazione viene in parte cancellata ai primi stadi di sviluppo per essere ridefinita successivamente. Questo e' cio' che si dovrebbe riprodurre anche negli esperimenti della clonazione. Infatti il grosso problema di quando si prende una cellula adulta e la si vuole riprogrammare per impostare un nuovo sviluppo embrionale, racconta l'esperto in conclusione, e' che essa ha gia' un'impronta epigenetica fissata e la dovrebbe perdere. Ecco perche' su 300 tentativi di clonazione uno andra' forse a buon fine, mentre la maggioranza degli embrioni e' talmente carica di aberrazioni che non ce la fa a progredire nello sviluppo. Ebbene a cio' si potra' porre rimedio imparando a modificare l'impronta epigenetica di una cellula adulta.
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