sono qua per offrire il mio corpo morto e la mia viva sofferenza. Non pensavo che la mia battaglia personale potesse essere così dura e difficile ma questa è la realtà delle cose. Avrei voluto dare molto di più, purtroppo le cose non sono andate come volevo. Tuttavia la battaglia per la libertà di ricerca scientifica non si è fermata durante tutti questi mesi in cui la mia assenza è stata un dato di fatto. Ho attraversato in moto il grande Erg, tunisino e algerino. Pensavo che quella fosse una grande impresa. Oggi so che l'impresa più grande è quella di vivere pienamente la propria esistenza, di viverla pienamente anche nelle condizioni avverse di una malattia. Ringrazio tutti i miei compagni per avere contribuito ad alimentare questo fronte di iniziativa politica in particolare Rita Bernardini perché mi ha sostenuto, e ha compreso che la battaglia che non riuscivo a vivere e a sentire era ancora molto importante per me. E per tutti quelli che sentono e vivono, scusate il gioco di parole, sulla propria pelle la speranza di una ricerca scientifica libera, laica. Speranza che è la stessa, almeno credo, di milioni di malati. Penso che il 15 novembre dovremmo organizzare una manifestazione di fronte a Palazzo Madama per dimostrare tutta la nostra opposizione al disegno di legge 1514 sulla procreazione medicalmente assistita. Il Parlamento ha deciso di fare un regalo di Natale al Vaticano. Sotto l'albero di Natale il Papa troverà un pacco dono: un bidone della spazzatura con i 30.000 embrioni soprannumerari crioconservati che saranno distrutti.Sono qui per dire al Papa che le parole sofferenza, malattia e dolore sono terribili; sono parole che devono essere combattute, e, grazie alla Scienza, possono essere sconfitte.
Ringrazio il senatore Antonio Del Pennino per la sua puntuale e costante azione di contrasto rispetto al disegno di legge in discussione al Senato 1514 illiberale e oscurantista. Penso che un referèndum sia necessario per ribadire la separazione tra lo Stato e la Chiesa e per ristabilire una libertà fondamentale pesantemente violata cioè quella della libertà di cura che con il disegno di legge 1514, viene colpita e limitata fortemente.
Ringrazio gli oltre 2000 scienziati, ricercatori e docenti universitari che hanno aderito, firmando, all'appello rivolto a tutti i parlamentari che si riconoscono nel principio della laicità dello Stato e intendono garantire il rispetto dell'articolo 33 della Costituzione. Tale articolo afferma: l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. Chiedo loro di battersi affinché il disegno di legge in discussione a breve al Senato sia scevro da ogni impostazione ideologica e rispettoso delle esigenze della ricerca e della Scienza.
Ringrazio i 1572 iscritti alla Associazione Luca Coscioni che danno forza e sostegno alla battaglia di vita che stiamo conducendo e lancio da qui , dal congresso di radicali italiani l'invito al Secondo congresso dell' associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica che si terrà il 21 e 22 dicembre a Roma.
Sono qui per richiamare tutti voi all'urgenza, come affermato dal Presidente d'onore dell'Associazione Luca Coscioni, il premio Nobel Josè Saramago, di mettere a nudo, con una grande campagna d' informazione a livello internazionale, quelle verità che alcune entità e ed alcuni poteri tendono ad occultare dietro il velo del preconcetto e della disinformazione.
Sono qui per chiedere maggior forza e sostegno al Congresso richiamando la mozione generale del primo Congresso dell'Associazione Luca Coscioni nel lanciare e nel mettere a disposizione in ogni sede (comunale, provinciale, regionale, nazionale, europea) dei due progetti legati a garantire forme autogestite di assistenza personale per le persone con gravi disabilità che rappresenta uno strumento in grado di offrire loro la possibilità di vivere in modo indipendente ed autodeterminato. E' comunque chiaro che donne ed uomini con gravi e gravissime disabilità sono solo una frazione del totale dei 632 mila cittadini italiani disabili. Mediante tale strumento, alle persone con disabilità viene assicurato il godimento dei diritti civili e umani, fra cui i diritti di libertà che la Costituzione italiana definisce inviolabili e per coloro cui essa sia necessaria, anche di 24 ore su 24 e a restituire il diritto e la libertà di parola a quanti vedono oggi sommarsi alla prigione della malattia quella del silenzio e dell'impossibilità di comunicare estendendo il progetto libertà di parola alle altre regioni italiane partendo dal successo dell'iniziativa della regione Lazio.
Marco, l'ultima volta che ci siamo incontrati ad Orvieto, anzi tu ha incontrato me perché io allora non riuscivo ad incontrare nessuno.. neanche Marco. Lui mi diceva: Luca, non mollare, non devi mollare, se molli tu mollo anche io. E non si riferiva solamente alla politica. Parlava delle nostre vite, della mia e della sua, almeno credo. E come al solito aveva quasi ragione. E' quasi impossibile che io sopravviva alla malattia che mi ha colpito;è possibile che io viva, almeno spero di potermene convincere; E se sono qui è perché sto vivendo di nuovo dopo un periodo lungo mesi dove il buio aveva quasi travolto la mia vita, la mia esistenza quotidiana nel quotidiano. Vi abbraccio tutti e scusatemi se sono tornato.