<b>28 Novembre 2003</b> – Le idee camminano con le gambe degli uomini. Ergo, ci sono uomini sempre disposti ad offrire un mezzo di locomozione alle idee…sono caduto in un loop tautologico? Beh, ora cerco di uscirne! Essere -idea- non è come il bollino blu della banana, non è una garanzia di bontà. Platone, uno che di idee se ne intendeva, nel Fedone usa l´ idea soprattutto per una esigenza di carattere che oggi chiameremmo epistemologico. Nell´ Eutifrone fa scaturire le idee da una necessità di ordine etico, un mezzo per distinguere le azioni virtuose da quelle che virtuose non sono. Nel "Parmenide" non esita ad ammettere anche idee di realtà spregevoli. Ho le idee confuse, buon segno! Una cosa è certa: quando le gambe che si offrono come protesi deambulanti per qualche idea sono le gambe del potere…allora, molto spesso, sarebbe meglio che le idee rimanessero vita natural durante a fare l´autostop. L´idea di una razza superiore trovò milioni di gambe, così l´idea di una razza inferiore, o l´idea del sogno proletario. Ma prima c´erano state altre idee che, rese mobili dagli arti inferiori del potere, viaggiarono per l´orbe terraqueo: lo schiavismo, il colonialismo di rapina, i genocidi. Anche piccole idee intolleranti usarono le gambe messe a loro disposizione per accompagnare il Nazzareno al Golgota, Botticelli al processo, Bruno al rogo, Wilde in galera. Dice: e allora tutte le grandi idee che hanno rivoluzionato la storia? Ecco, vale per le idee quello che vale per la torta: può anche essere bella a vedersi ma se assaggiandola ha un retrogusto di autoritarismo intollerante e -quel certo non so che- di violenta intromissione nel -privato-..è meglio, molto meglio che resti una idea senza gambe e, senza la possibilità di fare danni. Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, senza assaggiare la torta-idea, ha offerto le sue gambotte da instancabile montanaro della politica, ad una idea che languiva sul ciglio di una mulattiera. L´idea è presto detta. Dopo il finto scandalo e il finto stupore che ha accompagnato la retata della polizia negli ambienti della capitale dove nuove stelline e non più nuove (mi si passi la litote) stelle cadenti si sono viste accomunate, per dovere di cronaca, a politici, play boy e boy a cui il play viene bene solo sulle -piste-…il Roberto ha sentenziato: "I test per questo tipo di assunzione dovrebbero essere fatti fare a tutti gli uomini politici e ai magistrati. E' incredibile che i test siano obbligatori per gli sportivi e che venga tolta la patente a chi viene trovato a guidare sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, mentre non si fa nulla nei confronti di chi guida il Paese". Ottima idea! Logica, ovvia, sottoscrivibile da tutti i detentori del buon senso. E vai! Tutte le mattine i politici in fila a fare pipì nel transatlantico…"presidente, non mi scappa!" e il Casini :" si sforzi, si sforzi o esca dall´aula!". L´ idea è accattivante perché è ovvia, ma l´ovvio è l´oppio dei popoli. Allora, per -servire- questa idea bisognerebbe fare il test ai chirurghi che ci aprono la pancia, il tassista che ci guida nel traffico, l´infermiere che ci preleva il sangue, l´amante alla quale affidiamo, fiduciosi, il nostro unico bene, ma anche al pasticcere che sforna le meringhe, il barman che serve il cappuccio…insomma, l´Italia ridotta ad uno sconfinato vespasiano dove la metà degli Italiani sottopongono le urine all´altra metà che le analizza. E non è finita, Siracide ci ammonisce: "Qui custodiet custodes?" ed allora finita la prima tornata di test…bisogna ricominciare per testare i testatori, un tela di Penelope che vedrebbe l´Italia ridotta ad un laboratorio perpetuo di analisi. Napoleone Bonaparte diceva che in politica la stupidità non è un handicap…e se fosse addirittura un vantaggio?
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