Grazie Presidente,
cari congressisti e congressiste,
da poco più di due mesi ho l’onore di essere stata eletta nuova segretaria dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, una delle associazioni italiane costitutive del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito.
Luca Coscioni era un giovane docente ricercatore universitario, colpito in giovane età da sclerosi laterale amiotrofica, che lo condusse a morte nel 2006 a soli 38 anni.
Dopo aver saputo della sua malattia, decise nel 2001 di dedicare gli anni che gli rimanevano da vivere, gli anni dell’inesorabile progresso della sua malattia, all’obiettivo di rimuovere ostacoli e proibizioni che, per malintesi motivi religiosi (uso volutamente l’ipocrita aggettivo che le gerarchie ecclesiastiche usano a proposito della libertà e della laicità), vengono opposti al libero esplicarsi della ricerca scientifica in particolare nel campo delle cellule staminali embrionali.
Grazie a questa scelta divenne fondatore della Associazione che porta il suo nome e uno dei leaders del Partito Radicale. Mi iscrissi alla Associazione e al Partito Radicale dopo avergli sentito pronunciare le seguenti parole con le quali metteva sé stesso e la sua malattia al servizio di tutti, divenendo di sprone e di esempio a tanti disabili, e punto di riferimento dell’impegno di tanti scienziati e ricercatori in Italia e nel mondo:
“Non posso che vivere il tempo che mi rimane dando più fiato possibile, che è anelito d’amore e di speranza, a questa storia di libertà, di civiltà, di democrazia, di chi malato, ha il diritto civile di avvalersi del progresso della ricerca scientifica affinché il diritto alla salute, alla guarigione o comunque alla riduzione della sofferenza, vengano rispettati e non violati da una legge-dogma di Stato che in nome della fede blocca, sbarra la libertà di fare ricerca, di scoprire il mondo della vita e della natura.
Dunque una battagli – i cui risultati non sono almeno per ora, scontati e prevedibili – per far conoscere il valore della libertà, della ricerca scientifica, di una sorta di religione della libertà che è imprescindibile per il progresso storico – politico, della democrazia nel nostro Paese."
Fu una scelta e un battaglia preveggente, che oggi si rivela sempre più necessaria ed urgente.
In Occidente continuiamo a preoccuparci per il diffondersi del fondamentalismo in altre parti del mondo e il manifestarsi di manifestazioni di intolleranza religiosa che sono sfociate anche nel terrorismo. E sembriamo guardare a questi fenomeni con sufficienza, con la presunzione di vivere al sicuro delle nostre istituzioni democratiche.
In realtà non siamo al riparo anche noi da altre forme, solo meno gravi ma ugualmente pericolose e intolleranti, di fondamentalismo. Non lo siamo negli Stati Uniti d’America e negli stati latino-americani a causa del manifestarsi di forme di fondamentalismo neoprotestante. Non lo siamo in Europa soprattutto in quei Paesi – e l’Italia è uno di essi – nei quali la Chiesa cattolica pretende di condizionare o addirittura di imporre agli Stati democratici le scelte legislative sulle questioni che vengono definite bioetiche ma che corrispondono in realtà a insopprimibili diritti civili e umani e a grandi questioni sociali del nostro tempo.
La regolamentazione della fecondazione assistita, la libertà di ricerca sulle cellule staminali, la libertà dell’individuo di scegliere o di rifiutare la cura sulla base del consenso informato, il diritto al testamento biologico e la possibilità stessa di saperlo rispettato sono divenuti così particolarmente in Italia ma non solo in Italia il terreno di uno scontro rivolto ad annullare il diritto di autodeterminazione della persona.
Noi cerchiamo di fare di democrazia e diritto gli strumenti al servizio dei cittadini di tutto il mondo per governare le grandi questioni politiche e sociali del nostro tempo, attraverso una lotta nonviolenta a tutte le proibizioni per l’affermazione del diritto a una libera scelta consapevole.
Questo è forse il principale obiettivo di questo Congresso del Partito radicale.
In questa sala siamo tutti accumunati dall’esigenza di fotografare lo stato delle nostre vere o apparenti, appena germoglianti e perciò fragili o antiche ma soffocate o violentate democrazie.
Siamo chiamati al potenziamento di una rete internazionale che permetta ai singoli Paesi e ai loro cittadini, in una chiave dunque transnazionale, di rivendicare e difendere ovunque i propri diritti politici, sociali e civili contro governi autoritari e illiberali.
A proposito della scienza e della libertà di ricerca scientifica la Dichiarazione Universale sul Genoma umano e i Diritti dell’Uomo dell’Unesco stabilisce che i governi sono tenuti a “prendere in considerazione le implicazioni etiche, giuridiche, sociali ed economiche di queste ricerche” ma aggiunge che la ricerca ha il dovere di salvaguardare il “rispetto dei diritti dell’uomo, delle libertà fondamentali e della dignità umana e la protezione della salute pubblica”.
Viviamo in un’epoca in cui grazie al progresso scientifico, le donne e gli uomini dispongono di sempre maggiori strumenti per decidere della loro vita ma in cui anche un gran numero di governi, in nome della bioetica, pretendono di ammantare di sacralità rendendo inviolabili e indisponibili da parte degli individui ogni scelta e ogni processo riguardante la vita, il suo inizio e la sua fine.
Torna a prendere minacciosamente forma il fantasma dello Stato etico, che pensavamo di aver sconfitto con il fascismo e il nazismo…ma non è così.
In Italia abbiamo avuto una legge fortemente limitativa in materia di fecondazione assistita. Un referendum che avevamo promosso per eliminare alcune delle più odiose limitazioni è stato boicottato dalla Chiesa con una campagna astensionista, che ha impedito il raggiungimento del quorum.
Ora è in atto un tentativo di imporre una legge sul testamento biologico che rimette in discussione il principio del diritto del malato al consenso informato e pretende di rendere obbligatorie contro la volontà espressa dall’interessato, in caso di coma profondo e prolungato, l’alimentazione e la respirazione artificiale con il pretesto che non si tratterebbe di terapie mediche.
In Ungheria il nuovo governo ha inserito nella Costituzione il diritto dell’embrione fin da momento del concepimento.
Negli Stati Uniti il governo Bush aveva sospeso i finanziamenti statali alla ricerca sulle staminali embrionali, poi ripristinati da Obama.
Nell’America Latina permane quasi ovunque la penalizzazione dell’aborto che criminalizza le donne, le costringe alla clandestinità, pone a grave rischio la loro salute e la loro stessa vita. In questa maniera non si contribuisce a sconfiggere o a limitare fortemente il fenomeno, ma lo si rende solo più esteso e incontrollato.
Si aggiunga che la Chiesa cattolica, a differenza delle altre religioni, opera con gli strumenti dello Stato della Città del Vaticano, utilizzando le nunziature apostoliche e lo status di membro osservatore delle Nazioni Unite per esercitare una pressione e un condizionamento continuo sugli Stati e sulle organizzazioni internazionali, a cominciare dall’Assemblea dell’ONU e dall’UE.
Basti pensare all’influenza esercitata per boicottare ogni iniziativa efficace di politica demografica e per impedire il successo di ogni campagna di educazione sessuale e di diffusione degli anticoncezionali in particolare nella lotta contro l’AIDS soprattutto in Africa.
Noi cosa possiamo fare? Il nostro impegno parte dai bisogni concreti delle persone e li trasforma in diritti, lontani da astratte ideologie: tutelare la persona, lottare perché venga rispettata la sua volontà e la sua dignità.
La sofferenza impone il rispetto di ogni idea propria di vita, non l’imposizione di concetti astratti e di valori assoluti. L’affermazione dei diritti civili non deve essere un impegno di serie B ma una lotta da cui partire per ripensare il modo di fare politica in questo Paese e nel resto del mondo. I palazzi di governo non devono dimenticare di occuparsi anche di coloro che sono costantemente messi in ombra, dimenticati dai politici e da Dio…..qualunque esso sia.
Di questi ha scelto di occuparsi l’Associazione Luca Coscioni.
A chi importa delle coppie sterili?
A chi di malati terminali tenuti in vita da vent’anni attraverso un sondino?
A chi importa delle persone non autosufficienti, che nella sfortuna della malattia hanno l’unica fortuna di una famiglia che li assiste in un Paese dove lo Stato pretende di imporre a tutti la sua etica ma latita nell’assicurare l’assistenza? Chi si preoccupa di sviluppare la ricerca scientifica e medica per progredire e curare?
Chi pensa a far quadrare i conti di un sistema sanitario, ormai in bancarotta?
Occorre dunque colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni e dall’arretramento legislativo per dare risposte concrete agli individui.
In Italia quando siamo stati sconfitti con la legge sulla fecondazione assistita e sulla ricerca nel campo delle staminali embrionali prima con una legge restrittiva approvata in Parlamento e poi con un referendum che la Chiesa ha scelto di delegittimare con una vergognosa iniziativa astensionista, abbiamo spostato lo scontro a livello delle giurisdizioni civile, amministrativa, costituzionale, europea. E via via le Corti e i tribunali amministrativi ci hanno dato ragione, dichiarando l’illegittimità di quelle restrizioni e di quelle limitazioni che avevamo chiesto di abrogare con il referendum. Ora siamo in attesa di un ulteriore giudizio della Corte costituzionale.
Lo scontro su questi temi però è internazionale.
Non possiamo pretendere di affrontarlo su un terreno diverso da quello su cui si sono fondati i principi fondamentali che hanno concepito e affermato solennemente i diritti umani, principi e diritti che appartengono alla persona e non ai singoli Stati.
L’Associazione Luca Coscioni con il partito radicale si è fatta per questo protagonista e promotrice della convocazione del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, che ha avuto i primi due appuntamenti a Roma con una sessione costitutiva nel 2004 e con il primo appuntamento successivo a Roma aperto proprio da Luca che con il suo successo contribuì a rendere possibile il finanziamento da parte della Commissione europea di progetti di ricerca basati su cellule staminali embrionali, a seguito di un appello e di una mobilitazione internazionale lanciata proprio a Roma e sostenuta da 98 Premi Nobel, molti dei quali già avevano appoggiato Luca come capolista radicale alle elezioni del 2001.
Il II appuntamento si è tenuto a Bruxelles nel 2009.
L’associazione contemporaneamente si è assunta l’onere e l’onore di assicurare il segretariato permanente del congresso.
Tra gli obiettivi da realizzare entro ottobre 2012 è stato stabilito al Congresso che mi ha voluta segretario la realizzazione degli “gli obiettivi determinati dalla dichiarazione finale del Congresso mondiale del 2009, convocare la terza riunione del Congresso mondiale e creare una rete di scienziati impegnati per la libera ricerca. Finalizzare la raccolta firme su un pacchetto di petizioni per il Parlamento europeo su: 1) sperimentazioni cliniche; 2) droghe e HIV-AIDS; 3) scelte di fine vita; 4) diritti sessuali e riproduttivi; 5) staminali embrionali; 6) riproduzione assistita, creare una rete internazionale che aiuti a diffondere una corretta informazione in merito all’accesso alle terapie nel mondo e a difendere i pazienti dalla violazione del diritto a cure sicure ed efficacia.”
L’Associazione Luca Coscioni inoltre, anche sul fronte dell’attivazione delle giurisdizioni internazionali, attualmente sta agendo a supporto di procedimenti singoli con la presentazione di amicus curiae in cui ha coinvolto 4 associazioni di pazienti e 60 parlamentari italiani ed europei dinanci alla Corte Europea Dei diritti dell’UOMO. Ma non solo, siamo in attesa di autorizzaizone dal parte del Presidente della Corte Inter Americana dei diritti dell’uomo, per poter intervenire a difesa dei diritti delle persone che si vedono negato il diritto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita nel Costa Rica.
La conoscenza scientifica si trasforma in certezza di diritti e noi con voi stiamo procedendo su questa strada. D’altronde era il messaggio di Luca: dal corpo dei malati al cuore della politica.
Guarda QUI il video dell’intervento.
Guarda anche il video dell’Intervento di Filomena Gallo in Commissione Antiproibizionismi su droghe, scienza e scelte individuali.
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