Dichiarazione di Mina Welby, Gustavo Fraticelli (co-presidenti dell’Associazione Luca Coscioni), Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni e di Vittorio Ceradini, membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni
Da anni Roberto Di Iorio del Comune di Caiazzo (CE )sta cercando un dialogo con il Sindaco, anche su richiesta di altri cittadini. Si tratta di proposte per l’abbattimento di barriere architettoniche, non solo di intralcio a lui, ma alle mamme che portano i loro bimbi in carrozzina, alle persone anziane, per le quali un dislivello sul terreno può essere fatale, vuoi per colpa della vista diminuita, vuoi per l’equilibrio che con l’avanzare degli anni inizia a mancare. Con il tempo Roberto è diventato un personaggio scomodo e ci sono dei cittadini che non hanno apprezzato il suo intervento in video, aiutato dalla Cellula Coscioni e dai Radicali di Caserta. Certo, vedendo andare a rilento i lavori per la sicurezza dei marciapiedi, degli ingressi nella chiesa parrocchiale, nei negozi, bar ecc. voleva che tutta la cittadinanza non solo vedesse, ma ognuno facesse il possibile per rendere accessibile il suo locale. I cittadini di Caiazzo sanno che esiste una legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche? Già nel 1971 un Decreto convertito in Legge obbliga, all’articolo 27, di rendere accessibili tutti i luoghi alle persone disabili.
Crediamo che a Roberto spetti massimo rispetto per quello che ha fatto fino ad oggi. Le persone con disabilità sono uguali a tutti noi e hanno pieno diritto di frequentare liberamente tutti i luoghi che noi, più o meno normodotati, frequentiamo. Spesso non ci vuole molto denaro per rendere accessibile un ingresso con una semplice pedana o una gettata di cemento. Non lo diciamo solo ai cittadini di Caiazzo ma a tutti gli italiani, la più resistente barriera architettonica è quella culturale, del menefreghismo e della disattenzione per i diritti e i doveri uguali di tutti.