Dichiarazione dell’avvocato Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
Se l’Italia non riesce a tutelare i diritti di tutti i suoi cittadini, non resta che ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).
Così l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, con l’Associazione Amica Cicogna, Cerco un bimbo, L’altra cicogna, insieme con 60 tra parlamentari e europarlamentari hanno presentato istanza alla Cedu per intervenire a sostegno di una coppia italiana portatrice di fibrosi cistica alla quale, in virtù della legge 40/04, è precluso l’accesso alla fecondazione assistita, richiesta per effettuare diagnosi clinica sull’embrione.
(Leggi l’istanza dinanzi la Cedu)
I tribunali italiani in questi anni hanno risolto singoli casi di coppie fertili, affette da patologie genetiche, che chiedevano l’accesso alla fecondazione assistita per poter effettuare una diagnosi pre-impianto. Tuttavia la portata delle decisioni dei tribunali non è generale e quindi non estendibile a tutti i casi, come questo in questione dei coniugi Costa e Pavan.
Il ricorso dei signori Costa-Pavan è stato accettato per presunta violazione degli artt. 8 (rispetto della vita privata e familiare e non ingerenza in tale diritto dell’autorità pubblica) e 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione europea sui diritti dell’uomo ed è stato notificato al Governo Italiano.
Sempre più spesso, nei casi che riguardano questioni altamente controverse da un punto di vista etico o religioso, si registra una produzione di memorie con argomenti alquanto parziali da parte di gruppi organizzati che fanno riferimento ai network degli evangelici fondamentalisti statunitensi.E’ questo il caso dell’European Centre for Law and Justice, filiale europea dell’American Center for Law and Justice, ha presentato una memoria ai giudici di Strasburgo nel caso Costa e Pavan cui hanno aderito “Il movimento per la Vita” e anche numerosi parlamentari dell’UDC e del Popolo delle Libertà(52 parlamentari).
Rilevata l’importanza sempre crescente che le pronunce della Corte vanno ad assumere nell’ordinamento italiano, fonte primaria di diritto per le giurisprudenze dei singoli Stati, con dall’obiettivo di fornire alla Corte, attraverso una memoria scritta (in gergo “amicus curiae”), il maggior numero possibile di elementi che possano favorire la formazione di una opinione giuridica e scientifica completa e non parziale, volta a tutelare in maniera effettiva i diritti garantiti dalla Convenzione, l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, con l’Associazione Amica Cicogna, Cerco un bimbo, L’altra cicogna, insieme con 60 tra parlamentari e europarlamentari hanno deciso di presentare una istanza al Presidente della Corte Europea dei diritti dell’Uomo affinché via sia giusta prospettazione delle motivazione pro e contro la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita.
Riteniamo che giudizi o pregiudizi di stampo religioso o impostati su un’etica della sacralità della vita e non della libera scelta non debbano influire in maniera unilaterale nel giudizio di una Corte che nasce proprio per tutelare i diritti individuali fondamentali di tutti.