Farmaci estratti dalle urine: medesime misure precauzionali come per gli emoderivati

 Dichiarazione di Filomena Gallo, vicesegretaria dell’Associazione Coscioni e presidente di Amica Cicogna

Lo scorso 26 luglio l’AIFA  ha diramato una nota in cui informa che 24  lotti di emoderivati, lavorati dall’azienda  Kedrion e destinati a pazienti  emofilici e affetti da sindromi da immunodeficienza primaria, potrebbero essere contaminati dal prione dell’encefalopatia spongiforme, nota anche come malattia di Creutzfeldt Jakob , che nella variante bovina è più nota col nome di "Mucca Pazza". Stando alla lista comunicata dell’AIFA  i prodotti  già distribuiti erano destinati a cinque diverse regioni: Sicilia, Campania, Lazio, Puglia e Calabria.  

 
La segnalazione AIFA è una giusta precauzione che evidenzia un sistema positivo di tracciabilità, atto a cautelare chi riceve il sangue, come ribadito anche dagli esperti  per cui il rischio di un sangue contaminato è prossimo allo zero.
Tuttavia sia l’AIFA che il Ministero della Salute non prestano la medesima attenzione cautelativa verso i farmaci derivati da urine delle donne in menopausa, che allo stesso modo contengono impurità e  prioni, mettendo così in pericolo la salute di pazienti infertili. In Italia, ad esempio è in commercio il Meropur, utilizzato  durante i cicli di procreazione assistita, privo nel foglio illustrativo delle avvertenze sui possibili rischi di contrarre patologie virali, nota presente però su tutti gli altri farmaci urinari. 
Nel 2010 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aggiornato la scheda rischio di infettività elevando i prodotti estratti dalle urine da classe senza rischio a classe con rischio. Di fatto però su questi farmaci non è possibile garantire tracciabilità e sicurezza.  
Inoltre si evince dalle regole per la donazione del sangue che sono interdetti permanentemente dalla donazione del sangue le persone che hanno assunto  ormoni ipofisari di origine umana, quindi le gonadotropine di origine umana.
Cosa vorrà dire? Tale interdizione conferma possibili rischi per cui è vietato donare il sangue?
Nonostante le sollecitazioni da parte delle associazioni Amica Cicogna, Luca Coscioni, Cerco  un bimbo, L’altra Cicogna, ADUC, Tribunale per il diritto del Malato e nonostante le interrogazioni parlamentari dei Senatori  Donatella Poretti e Marco Perduca, la salute di una parte dei cittadini non rientra nell’agenda dell’AIFA e del Ministero della Salute che di fatto non intervengono drasticamente in via precauzionale ritirando anche tutti i farmaci derivati dalle urine umane.
È allarmante constatare che per il Ministero della Salute e per l’Aifa la salute delle donne e delle coppie infertili  non determini lo stesso livello di attenzione a livello di sicurezza.