Dichiarazione dell’avvocato Filomena Gallo, vice segretaria dell’Associazione Luca Coscioni e presidente dell’Associazione Amica Cicogna
“La Corte Costituzionale, che nel 2009 ha detto si alla crioconservazione di embrioni per salvaguardare la salute della donna e dell’embrione, con la sentenza 151/09 ha determinato un aumento delle gravidanze e una diminuzione dei rischi. Questo è un dato certo. Pertanto, non si sovrapponga con fini strumentali la crioconservazione sperimentale dei gameti a quella degli embrioni. Le coppie devono poter scegliere liberamente con i medici la tecnica da attuare, come confermato dalla Corte Costituzionale”.
Così Filomena Gallo risponde alle ultime dichiarazioni di Eugenia Roccella.
“Il compito del Ministero della Salute è di fare corretta informazione sulla prevenzione e cura dell’infertilità con campagne idonee che prevedano anche la preservazione della fertilità. In questa ottica – prosegue Gallo – gli studi effettuati in questi anni sulla crioconservazione degli ovociti potrebbero essere, come è giusto che sia, di maggiore beneficio a tutti .
Ma la realtà è un’altra, perché a causa della confusione che si crea con le dichiarazioni rese degli organi competenti si spingono i centri pubblici di fecondazione ad affermare che la diagnosi sull’embrione e la crioconservazione di embrioni non è effettuata, creando in tal modo una violazione di legge, un danno alle coppie infertili e una diseguaglianza per l’accesso alle cure”.
“In ultimo – conclude Gallo – voglio ricordare a chi pensa più all’etica che alle norme esistenti nel nostro paese che le linee guida sulla legge 40/04 fin dal 2004 hanno definito i requisiti scientifici dei centri di procreazione che coincidono con i requisiti richiesti dalle direttive comunitarie in materia che in questi anni il nostro paese ha recepito(191/07). Questo dimostra che sia prima della legge 40 che dopo, i centri di procreazione assistita italiani erano e sono all’avanguardia in Europa. I limiti imposti dalla legge 40 hanno cambiato i risultati dell’applicazione delle tecniche in Italia ma non certo la qualità dei centri.
Eugenia Roccella, nella sua veste di sottosegretario alla salute, provi a pensare un po’ più al futuro di questo paese e non alla sua etica personale che invece vorrebbe estendere divieti anche ai paesi nel mondo che sulla fecondazione assistita hanno leggi diverse da quelle italiane, e la smetta di concentrarsi solo nell’ostacolare la corretta applicazione della PMA in Italia”.
*Da un’agenzia Ansa letta da Radio Radicale*
"La crioconservazione degli ovociti risolve problemi sotto mille profili", quello della conservazione degli embrioni, problemi etici e problemi per i genitori, quindi il ministero è favorevole ad una strutturazione di questa tecnica e alla creazione di una rete tra i centri italiani. E’ quanto ha affermato il sottosegretario del Ministero della Salute, Eugenia Roccella, intervenendo a margine di un seminario della Scuola della fertilitá.
"Penso ai Paesi in cui si distruggono gli embrioni – ha rilevato Roccella – e poi ci sono anche le nazioni che non li distruggono e hanno problemi relativi alla conservazione degli embrioni in soprannumero. In America ci sono istituti che non riescono a chiudere perché devono lasciare in eredità a chi si assume il centro, la conservazione di embrioni crioconservati".
E’ una questione etica, secondo il sottosegretario "perché si tratta di vite umane e su questo non ci sono dubbi – ha aggiunto – vite umane che sono sospese tra essere e non essere".
Il sottosegretario fa sapere che si sta proseguendo nell’applicazione del decreto 191, "con cui vogliamo alzare l’asticella della qualitá dei centri – ha detto – perchè c’e stata poca governance sulla procreazione medicalmente assistita in questi anni mentre con l’applicazione di questo decreto saremo all’avanguardia in Europa".