Dichiarazione di Gustavo Fraticelli, membro di direzione dell’Associazione Luca Coscioni
Aperta una procedura d’infrazione dell’UE nei confronti dell’Italia che, da 9 anni, non adempie l’obbligo di informare la propria normativa ad un importante principio in materia di lavoro dei disabili contenuto nelle Direttiva CE n. 78 del 2000.
Infatti il D.lgs 216/2003, attuativo della Direttiva 2000/78, ha omesso del tutto però di recepire un importante principio relativo ai disabili contenuto nell’art. 5 della stessa Direttiva, che recita testualmente:
"Soluzioni ragionevoli per i disabili – Per garantire il rispetto del principio della parità di trattamento dei disabili, sono previste soluzioni ragionevoli. Ciò significa che il datore di lavoro prende i provvedimenti appropriati, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai disabili di accedere ad un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione o perché possano ricevere una formazione, a meno che tali provvedimenti richiedano da parte del datore di lavoro un onere finanziario proporzionato. Tale soluzione non è sproporzionata allorché l’onere è compensato in modo sufficiente da misure esistenti nel quadro della politica dello Stato”
Tale esplicitazione a livello normativo del principio, peraltro, presente in Italia solo a mero livello interpretativo, sarebbe dirompente anche atteso il sistema di incentivi statali previsti dalla Legge 68/1999, che, di fatto renderebbe del tutto marginale l’esimente per il datore di lavoro dall’obbligo di adottare soluzioni ragionevoli per i disabili basata sulla non proporzionalità economica delle soluzioni medesime. Per fortuna la Commissione UE si è accorta di quanto sopra ed avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.
L’Associazione Luca Coscioni vigilerà sullo stato della procedura di infrazione ed auspica che il Governo si conformi al diritto comunitario prima che sia l’Europa ad obbligarci condannandoci anche a pesanti sanzioni economiche.
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