Cappato: “basterebbe che la gente fosse informata e che il Pd si comportasse come un partito democratico”

Domani, Lunedì 7 Marzo, Radicali italiani, l’Associazione Luca Coscioni e la Lista Bonino-Pannella hanno indetto il presidio a Piazza Montecitorio per fermare la legge CONTRO il testamento biologico. Ci saranno militanti, Parlamentari e dirigenti Radicali e dell’Associazione Coscioni, tra i quali è confermata la presenza Carlo Troilo (che inizierà proprio domani uno sciopero della fame di dialogo coi Parlamentari), Marco Pannella, Maria Antonietta Farina Coscioni -con Marco Perduca e gli altri Parlamentari radicali- Lionello Cosentino, Silvio Sircana- Gilberto Corbellini, Mario Staderini, Mina Welby, Gianfranco Spadaccia, Rocco Berardo, Marco Cappato, Simonetta Dezi, Luigi Montevecchi e il Direttore di "Terra" Luca Bonaccorsi.
Altre adesioni stanno giungendo, cosiccome alla Petizione al Parlamento per chiedere un’indagine conoscitiva sull’eutanasia clandestina su old.associazionelucacoscioni.it.

Marco Cappato, Segretario dell’associazione Luca Coscioni, ha dichiarato:

"La legge contro il testamento biologico è stata ideata, su impulso del Vaticano, per arginare la giurisprudenza dei casi Welby e Englaro, nonché la concreta testimonianza individuale di persone come Giovanni Nuvoli, che ottenne con uno sciopero della fame e della sete di liberarsi dalla tortura alla quale era sottoposto, e Paolo Ravasin, che ha affidato a un video la propria volontà di non subire nutrizione e idratazione artificiale nel momento in cui non fosse più in grado di intendere e di volere. Oggi quella legge può essere fermata, non solo e non tanto per i dubbi che cominciano ad affiorare anche nella coalizione di Governo, ma soprattutto per la massiccia contrarietà dell’opinione pubblica, testimoniata da tutti i sondaggi sulla materia. Basterebbe che le settimane di rinvio del voto fossero utilizzate per dibattiti e confronti di prima e seconda serata sul tema, per una volta senza eliminare fisicamente i Radicali. Basterebbe che questo chiedessero le cosiddette opposizioni, in particolare quel Partito democratico che si ostina a cercare la disciplina su compromessi che non significano nulla, quando invece avrebbe l’occasione di ascoltare i propri elettori, lasciando naturalmente massima libertà ai propri Parlamentari. Basterebbe, insomma, che il Partito democratico si comportasse come un partito democratico, per ottenere finalmente, se nom una sconfitta parlamentare del Governo Berlusconi, il pagamento di un costo di popolarità che non si ottiene "inseguendo Ruby". Non è mai troppo tardi."

 

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