Il Governo usa il decreto Milleproroghe sia per togliere competenze stabilite per legge al Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), che già raccoglie dati per valutare efficienza ed efficacia dei trattamenti, sia per attribuire al Ministero della Salute il potere di richiedere senza alcun limite ai centri di fecondazione il nome e cognome delle persone che si sottopongono alla fecondazione, dando così libertà al Governo di conoscere ogni dettaglio personale di chi ricorre a queste tecniche.
Questa è una violazione della privacy delle coppie infertili, non supportata da nessuna norma nazionale o comunitaria, ma solo giustificata dall’ostinazione di un Governo a voler impedire in ogni modo il ricorso alla fecondazione assistita a coppie che desiderano avere un figlio.
Il Garante della Privacy già nel 2005 ha chiarito che i dati delle coppie devono essere anonimi e che non può essere istituito il registro dei bambini nati da fecondazione assistita.
Abbiamo per troppe volte assistito a dichiarazioni di esponenti di Governo che preannunciavano l’intenzione di attivare il registro dei nati da PMA ed effettuare un controllo su ogni singolo intervento di fecondazione assistito delle coppie infertili.
Oggi con un atto di forza, utilizzando lo strumento del decreto mille proroghe, il Governo che non può introdurre nuovamente i divieti che sono stati cancellati dalla Corte Costituzionale nella Legge 40, introduce subdolamente la violazione della Privacy creando un ulteriore deterrente all’accesso a tecniche di fecondazione per le coppie e i nati.
Siamo pronti ad impugnare in ogni sede le norme che saranno emanate in violazione della privacy di tante famiglie italiane.
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