Con il Decreto Legge 6 giugno 2010 n. 102 convertito con Legge 3 agosto 2010, n. 126, il Governo ha pensato bene di fare rientrare, nello quote previste per l’assunzione dei disabili, anche il coniuge e i figli superstiti, ovvero i fratelli conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti, dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi, a causa di vari atti meritori, che ancorché non disabili, va subito precisato sono pienamente meritevoli di adeguate tutele anche per l’avviamento al lavoro, mediante una disciplina normativa ad hoc. Mentre il l’equiparazione tout court di tale categoria ai disabili operata dal Governo, vanifica gli obiettivi della Legge 1999/68, in quanto, per ragioni di tutta evidenza, il mondo datoriale preferirà per assolvere, quando raramente lo fa, agli obblighi della legge ricorrere all’assunzione di cittadini non disabili.
Pertanto l’Associazione Luca Coscioni, per il tramite della Co-Presidente, On. Maria Antonietta Farina Coscioni, ha presentato un’interpellanza al Governo per conoscere quali iniziative, anche di carattere legislativo intenda intraprendere per ovviare a tale situazione, che, peraltro, presenta anche delle fortissime criticità di ordine giuridico.