Il Comitato auspica che, qualora la dinamica dei fatti sin qui delineata venga confermata, siano chiamati a rispondere delle proprie azioni dinanzi alle competenti autorità giudiziarie tutti gli eventuali responsabili dell’accaduto: i ragazzi protagonisti della violenza, coloro che l’hanno filmata, nonché coloro che in quella sede erano preposti alla tutela e alla sorveglianza degli alunni.
Quanto alla diffusione del video da parte di Google, il Comitato ritiene che essa sarebbe stata in qualche modo condivisibile solamente se effettuata con l’esplicita finalità di denunciarne e stigmatizzarne il contenuto, adottate ovviamente le opportune cautele per salvaguardare la privacy della vittima. Resta tuttavia sconcertante l’inserimento del filmato nella sezione “video divertenti”. Il Comitato, pertanto, si augura che anche sotto questo profilo vengano accertate eventuali responsabilità.