A favore del suicidio assistito l’ex arcivescovo di Canterbury George Carey (fonte BioEdge)

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Traduzione di Carlo Troilo

La campagna per legalizzare il diritto a morire ha fatto un significativo passo avanti la sera scorsa quando l’ex arcivescovo di Canterbury George Carey ha annunciato il suo sostegno alla proposta come  un mezzo per prevenire “inutili sofferenze”.

Mentre la Camera dei Lord si prepara a discutere la legge sul suicidio assistito il vecchio capo della Chiesa anglicana  – Lord Carey of Clifton, 78 anni, arcivescovo di Canterbury dal 1991 al 2002 –  ha detto che non sarebbe “anti-cristiano” assicurare che i malati terminali possano evitare sofferenze “insopportabili”.  Il suo intervento potrebbe cambiare i termini del dibattito sulla legge di lord Falconer.

La Chiesa di Inghilterra é fermamente contraria alla proposta di legge.  Ma in un  articolo per il Daily Mail, Carey dice di aver cambiato idea dopo aver assistito alle sofferenze di Tony Nicklinson, malato della sindrome locked-in.  Egli è morto  due settimane fa dopo aver perso la sua battaglia dinanzi ai giudici.   Carey scrive: “Il fatto é che io ho cambiato idea. Le vecchie certezze filosofiche sono crollate di fronte alla realtà di una sofferenza inutile”.  E’ stato il caso di Tony Nicklinson che ha esercitato su di me la più profonda influenza.  Si trattava di una  persona perbene che chiedeva semplicemente pietà, supplicando che le legge gli permettesse di morire in pace, assistito dalla sua famiglia. La sua angoscia mi ha indotto a rivedere i miei giudizi in precedenti dibattiti. Mi sono chiesto se non avevo messo la dottrina prima della compassione, il dogma prima della dignità umana.  Ho cominciato a riflettere su come interpretare la teologia cristiana su questo tema, Via via, divenivo sempre meno certo della mia opposizione al diritto di morire.

La legge Falconer permetterebbe ai medici di somministrare una dose letale di farmaci ai malati  terminali con meno di sei mesi di vita e capaci di intendere e di volere. Le condizioni del paziente devono  essere confermate da due medici.

Carey dice di aver cambiato  la sua opinione rileggendo le Scritture: “Uno dei temi chiave dei Vangeli è l’amore per i propri simili. Oggi noi affrontiamo un terribile paradosso. Accettando strettamente la santità della vita, la Chiesa potrebbe in effetti sanzionare l’angoscia e la pena, l’opposto del messaggio cristiano”.

Carey aggiunge che i progressi nella medicina moderna sono stati un fattore cruciale nella sua riflessione: “Mentre i farmaci  possono accelerare una fine più veloce e indolore, la medicina sofisticata offre alle persone la possibilità di restare vive  molto più a lungo di quanto era possibile pochi anni fa. Le nostre leggi non sono riuscite a stare al passo con  la scienza”.

“Fino a poco  tempo fa, mi sarei fieramente opposto alla legge di Lord Falconer, seguendo la linea tradizionale della Chiesa. Avrei usato tutti i concetti abituali sui rischi delle <slippery slope> e della eutanasia sponsorizzata dallo Stato. Ma queste idee hanno perso forza in me dopo essermi confrontato con l’esperienza di chi si avvia ad una morte dolorosa”.

“La questione fondamentale è perché dovremmo forzare i malati fino a un punto insopportabile, La legge Falconer porterebbe le morti caritatevoli alla luce della legalità. E’ una vergogna che nel nostro paese non ci sia altra alternativa oltre a quella di una clinica svizzera”.

“In realtà ci sono molti  casi in cui medici, familiari e amici portano a termine, nell’ombra, <gli omicidi pietosi> con una forte dose di medicinali”.

Il rabbino Jonathan Romain, presidente della associazione “Dignity in diyng”, ha apprezzato la sortita di Carey: “Egli ha portato aria fresca nelle impolverate stanze della teologia. Egli ha dimostrato che si può essere ad un tempo religiosi e favorevoli al suicidio assistito”.

Nel voto della Camera dei Lord tutti i senatori potranno votare second coscienza, ed è previsto che il ministro della sanità, il  liberal-democratico Norman Lamb, sostenga la norma. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.