A Roma «Si a Stamina». Ok dei giudici a una donna

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Corriere della sera

Il Tribunale di Roma ha autorizzato una «terapia» considerata scientificamente infondata (e costosa per il Servizio sanitario nazionale) in nome del «diritto alla speranza». Si tratta del metodo Stamina, la cui sperimentazione è stata bloccata dal ministero dopo la bocciatura del Comitato scientifico che la aveva esaminata. Il decreto Balduzzi non consente di farne richiesta agli ospedali, ma i giudici romani hanno ammesso il ricorso di una donna di 46 anni malata di sclerosi multipla e hanno ordinato all’azienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia la somministrazione del trattamento con cellule staminali secondo il protocollo Stamina Foundation. La donna è affetta da sclerosi multipla dal 1982 e si era già sottoposta a tutte le terapie convenzionali.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.