Intervento di Sergio Lo Giudice al X Congresso Coscioni

Sergio Lo Giudice
Vorrei partire dalla proposta di legge di iniziativa popolare sull’eutanasia legale, da poco approdato in parlamento. Attendiamo che inizi l’iter della discussione: vigileremo affinché questo avvenga perché troppo spesso la storia legislativa del nostro paese è stata segnata da proposte di legge di iniziativa popolare rimate chiuse in cassetti. Ci stiamo già attivando con Luigi Manconi e altri senatori e deputati per costruire una rete di appoggio al percorso parlamentare. Su questo tema, al di là del punto di ricaduta che si riuscirà ad ottenere in questa strana e forse breve legislatura, è molto importante che il parlamento venga investito di una discussione che ancora oggi è un tabù, come tante delle questioni di cui si occupa l’associazione Luca Coscioni. L’eutanasia non è tema su cui è facile sapere chi è a favore chi è contro perché la maggior parte degli italiani non ci si sono mai cimentati.
Abbiamo questo difetto nazionale: alcune questioni non vengono discusse nello spazio pubblico in maniera franca e in modo che si possano confrontare argomentazioni razionali in un senso o nell’altro ma vengono pregiudizialmente messe da parte come temi che non ci riguardano, finché ci accorgiamo che ci riguardano molto più di quanto non pensassimo.
Ho ascoltato la riflessione di Max Ulivieri sull’assistenza sessuale per disabili. Abbiamo già iniziato con qualche collega un ragionamento su questo: voglio sperare che anche con l’aiuto di Max e dell’associazione Coscioni si possa investire il parlamento anche di questa questione su cui quasi nessun italiano si é mai confrontato nel merito.
Un tema centrale di questo congresso, anche alla luce delle ultimissime sentenze, é quello di una concreta e giusta applicazione della legge 40, cioè di un superamento dei suoi limiti irrazionali. Fra questi voglio ricordare come il divieto di fecondazione eterologa impedisca l’accesso alla riproduzione assistita anche a quelle coppie lesbiche costrette, come tante coppie eterosessuali, a lunghi, difficili e costosi viaggi della speranza in altri paesi europei per portare a compimento il proprio progetto di genitorialità.
Voglio citare qui anche il tema della gestazione per altri (GPA) che riguarda già centinaia di famiglie italiane. Impropriamente sulla nostra stampa e nel nostro dibattito pubblico si parla di “utero in affitto”. É un’espressione che nasconde un pregiudizio negativo su un fenomeno che riguarda una donna che in maniera consapevole e libera, attraverso una relazione spesso carica di condivisione di emozioni e di affetti, aiuta una coppia di persone di sesso diverso o dello stesso sesso, a portare a compimento il proprio progetto genitoriale.
Vorrei dire qualcosa sulla questione Stamina su cui c’è stata una recente iniziativa parlamentare. Qualche mese fa abbiamo approvato in senato un atto che dava al governo il via libera per sostenere, sulla base di una forte pressione popolare, quel progetto di ricerca, sia pure con diverse limitazioni. Quello che è accaduto nei mesi successivi mostra che non é stata una scelta felice e che i soldi destinati a quel fine oggi potrebbero essere dedicati più meritoriamente ad altro. C’è un’iniziativa parlamentare del senatore Francesco Palermo che ho condiviso e sottoscritto, un’interrogazione al ministro della salute che chiede conto dei futuri intendimenti del governo e auspica un cambio di passo.
La complessità di questi temi trova una sintesi nel titolo della vostra assemblea: le laiche intese, la possibilità di trovare nel paese e in parlamento un confronto fra tutti quelli che hanno a cuore il benessere dei cittadini all’interno di una cornice di laicità.
Perché se c’è un filo rosso che accomuna la legge 40, l’assistenza sessuale ai disabili, la gestazione per altri, o l’eutanasia legale é l’incapacità del nostro paese, della nostra cultura nazionale e del nostro parlamento ad affrontare questi temi non sulla base di pregiudizi ideologici ma attraverso argomentazioni razionali.
So che non tutti in Italia sono a favore dell’eutanasia legale però non mi è quasi mai capitato in contesti pubblici o istituzionali di potere spiegare le mie ragioni a favore. Un paese che mette da canto temi importanti che riguardano la nascita, la sessualità, la vita familiare, la morte delle persone pone un limite formidabile al benessere dei suoi cittadini, alla possibilità di contribuire attraverso buone leggi, buone pratiche e buone politiche a che ogni donna e ogni uomo possano perseguire in maniera libera, autodeterminata il proprio progetto di vita.
Questo parlamento potrebbe avere già delle maggioranze importanti su questi argomenti. Qualcuno ha definito questo il parlamento più laico della storia della repubblica e forse lo è. La presenza di organizzazioni che si richiamano al pensiero cattolico è più ridotta. Accanto alle forze di centrosinistra come Pd e Sel, c’é un drappello libertario all’interno di Scelta Civica e una diffusa componente laica all’interno del Movimento 5 Stelle.
Un primo banco di prova di questo scenario e delle difficoltà che lo accompagnano lo abbiamo già avuto rispetto al progetto di legge sulla omofobia: l’estensione a gay, lesbiche e trans delle tutele normative previste dalla legge sui crimini d’odio, la cosiddetta legge Mancino, ha prodotto l’introduzione di nuovi limiti all’intero impianto della norma tale da mettere in discussione la sua applicabilità .
Mi auguro che a fronte di alleanze ampie necessitate dai numeri e non legate da una visione comune possano prevalere elementi di una visione comune, già maggioritaria nella società, fondata sulla libera espressione delle persone e sulla libertà della ricerca scientifica. So che Il paese può contare sull’associazione Luca Coscioni come motore importante di buone idee e buone pratiche. Mi auguro che la collaborazione fra l’associazione e chi in parlamento é disposto a farsi strumento di queste politiche possa consolidarsi sempre di più’ nel tempo che ci concederà questa legislatura.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.