
ROMA — «Dieci anni fa la clonazione era una tecnica all’avanguardia. Oggi abbiamo altri metodi per ottenere cellule staminali». Per Giuseppe Novelli, genetista dell’università di Tor Vergata a Roma, ogni progresso della conoscenza è benvenuto. «Ma non immagino un futuro in cui otterremo staminali attraverso la clonazione». Perché? «Per donare un embrione occorre una cellula uovo prelevata da una donna. Servono permessi e si corre il rischio di speculazioni. Non a caso gran parte degli esperimenti di cui parliamo oggi sono stati effettuati sulle scimmie. Sull’uomo è stato condotto solo un piccolo saggio finale».
Allora cosa rende il risultato importante? «L’esperimento ci insegna cose nuove sulle staminali. Il metodo più promettente usato oggi per ottenere queste cellule è opera dello scienziato giapponese Yamanaka, vincitore dell’ultimo Nobel. Ma le sue staminali hanno i cromosomi fragili e non sono completamente “resettate”, cioè ricondotte allo stadio embrionale».
Le staminali dl oggi invece? «I ricercatori hanno usato tra l’altro la caffeina, che è capace di ovviare all’instabilità dei cromosomi. Applicando questo protocollo alle staminali di Yamanaka potremmo forse raggiungere la quadratura del cerchio».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.