
«Ogni anno muoiono 80-90 mila malati terminali, soprattutto di cancro: il 62% muore grazie all`aiuto dei medici con”eutanasia clandestina”. I dati dell`Istituto Mario Negri sono stati confermati da Ignazio Marino». Lo ha dichiarato
Carlo Troilo, consigliere generale dell`Associazione Luca Coscioni, durante un incontro nella sede dei Radicali
italiani durante il quale è stato proiettato il video choc di Piera, malata terminale, accompagnata in Svizzera per sottoporsi a eutanasia, per lanciare la campagna «Eutanasialegale», promossa dall` Associazione Luca Coscioni, con Radicali, Uarr, Exit Italia, Amici di Eleonora Onlus, Associazione radicale Certi Diritti. Scopo: raccogliere 50.000 firme necessarie per depositare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare che regoli testamento biologico ed eutanasia. «E` una campagna politica con la quale chiediamo che vengano riaffermati diritti finora sottratti», ha concluso Filomena Gallo, segretario dell`Associazione Luca Coscíoni. Umberto Veronesi, Marco Bellocchio e Gianni Vattimo sono alcune delle personalità che hanno garantito il loro appoggio. Oggi si svolge la prima giornata di mobilitazione per la raccolta di firme, con banchetti nelle piazze. Immediata la polemica. «I radicali italiani si fanno promotori di un video a favore dell`eutanasia che si colloca a meta` strada tra l`apologia e l`istigazione al suicidio», commenta del direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell`Universita Cattolica, Adriano Pessina, sulla diffusione di un video, da parte dell`Associazione Luca Coscioni, dedicato alla storia di Piera, una donna malata terminale che ha scelto di recarsi in Svizzera per ricorrere all`eutanasia. «Non si può accettare che in un Paese civile – dice Pessina – la disperazione di una donna sia utilizzata per una campagna a favore dell`eutanasia camuffata sotto il tema delle libertà individuali. Piera, da presunta protagonista, diventa duplicemente vittima, della sua malattia e dello sfruttamento mediatico dei radicali».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.