Nel Decreto legge del Consiglio dei ministri che autorizza l’uso di terapie con le cellule staminali per alcuni malati di gravissime patologie neuro-generative, c’è qualche pillola di saggezza. Perché amplia, in senso umanitario, il ricorso alle cure compassionevoli. Perché si tratta di un intervento eccezionale, difficilmente ripetibile. Perché ribadisce che le terapie – di non provata efficacia – in futuro verranno usate solo in ospedale. Per queste ragioni nel Dl che ha accolto la proposta del ministro Balduzzi, non c’è una deriva antiscientifica, come sostengono alcuni medici e ricercatori. Né c’è stata una campagna mediatica che ha coinvolto tutti i mass-media (come avvenne ai tempi di Di Bella). Più semplicemente, anche di fronte ad alcune sentenze contraddittorie della magistratura, ha prevalso l’aspetto umano della vicenda. D’altra parte chi lavora per la salute delle persone deve sempre agire in Scienza e Coscienza. La prima non può mortificare la seconda. Soprattutto quando, come nei casi esaminati, non ci sono cure valide riconosciute. È facile pontificare quando è in gioco la vita dei figli degli altri.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.