Aborto: convegno su applicazione della legge 194 e obiezione di coscienza in Italia

Notizie Radicali

 Il 22 maggio 2012 a Roma, alle ore 9.00, presso la Sala Capitolare del Senato di Piazza della Minerva, si terrà il convegno dal titolo “Obiezione di coscienza in Italia. Proposte giuridiche a garanzia della piena applicazione della legge 194 sull’aborto”. Il convengo, promosso da AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) e dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, ha come obiettivo quello di presentare al governo e alle regioni delle proposte giuridiche per far sì che il diritto dei medici ad obiettare e il diritto delle donne ad interrompere la gravidanza possano essere equamente garantiti.

Il 22 maggio ricorre il 34esimo anniversario dell’entrata in vigore della legge 194/78, una legge che, è bene ricordarlo, ha contribuito a ridurre il numero degli aborti in Italia di oltre il 50% dal 1982 ad oggi. Anche per ricordare le tappe del faticoso percorso di questa importante conquista civile per le donne e le famiglie italiane, il convengo vedrà gli interventi di Gianfranco Spadaccia, già segretario e parlamentare del Partito Radicale e di Emma Bonino, Vice Presidente del Senato, entrambi storici protagonisti della lotta per la legalizzazione dell’aborto.

“Il Convegno ha lo scopo di fornire una soluzione al conflitto attualmente esistente nella garanzia di due diritti: quello dei medici ad essere obiettori e quello delle donne ad interrompere la gravidanza secondo quanto previsto dalle legge 194, ovvero nei tempi più brevi possibile e nelle strutture pubbliche più vicine”, precisano Mario Puiatti, Presidente nazionale dell’AIED e Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni. “In Italia, come segnalato dagli studi internazionali, persiste una visione moralistica nei confronti della sessualità e dell’IVG, che ha come conseguenza la mal applicazione della legge 194. Tale visione moralistica, che porta spesso a manifestazioni demagogiche piuttosto che all’azione pratica nella prevenzione dell’aborto, lede i diritti delle donne già acquisiti secondo quanto previsto da una legge dello stato costituzionalmente vincolata. L’obiettivo del convegno quindi è che il governo e le regioni prendano provvedimenti a garanzia dei diritti delle donne ad interrompere una gravidanza indesiderata nei modi e nei tempi previsti dalla legge 194.”

Sul problema dell’obiezione di coscienza tra i medici e il personale paramedico in Italia, la Presidente onoraria dell’Associazione Coscioni, Maria Antonietta Farina Coscioni ha presentato nell’Aprile 2012 una mozione alla Camera con la quale si chiede al Governo di dare, nel quadro del diritto internazionale e comunitario, completa ed effettiva attuazione all’invito dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a salvaguardare e regolamentare nell’ambito sanitario il diritto di sollevare obiezione di coscienza, quale espressione della libertà di pensiero, di coscienza e di religione, così come a garantire il diritto di ogni individuo di ricevere dallo Stato le cure mediche ed i trattamenti sanitari legali.

L’Associazione Coscioni da anni ha attivato il servizio di “Soccorso Civile” per la pillola del giorno dopo, un servizio d’emergenza volto a fornire la prescrizione del farmaco e garantito grazie al lavoro prestato gratuitamente da decine di medici di diverse specializzazioni che collaborano come volontari con Vita Di Donna. Presso tutti i consultori AIED, la pillola del giorno dopo viene fornita immediatamente e senza difficoltà, così come ogni informazione su tutti i sistemi contracettivi e sull’interruzione volontaria della gravidanza.

Approfondimento sui temi e i relatori del convegno

I lavori si articoleranno in tre sessioni: la prima sessione è dedicata all’esperienza dei medici italiani, dove verrà fatta una analisi sulle difficoltà che si riscontrano in molte strutture ospedaliere nel fornire il servizio dell’interruzione volontaria della gravidanza, dei lunghi tempi d’attesa e delle condizioni spesso inadeguate dei reparti ad essa dedicati. La situazione italiana verrà paragonata a quella di altri Paesi europei e verranno analizzati i dati relativi all’aborto in Italia e nel mondo.

La prima sessione vedrà tra i relatori la Dottoressa Mirella Parachini, ginecologa, vice presidente della Federazione Internazionale degli Operatori di Aborto e Contraccezione nonché membro della direzione dell’Associazione Coscioni; il Dottor Carlo Bastianelli, Docente di ginecologia alla Sapienza e medico presso i consultori AIED di Roma.

La seconda sessione è dedicata al dibattito etico sull’obiezione di coscienza, sulle ragioni non solo morali ma molto spesso pratiche che inducono i medici a dichiararsi obiettori e sul contesto politico italiano, che non facilita la piena applicazione della legge e tende invece ad ignorare o a lasciar crescere l’entità del fenomeno. In questa sessione interverranno il Professore Emerito Eugenio Lecaldano e il Professor Piergiorgio Donatelli, entrambi ordinari di Filosofia Morale alla Sapienza; Chiara Lalli, filosofa morale e autrice del libro “C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza”. Introdurrà i lavori di questa sessione la sociologa Marina Mengarelli, membro della Consulta di Bioetica.

La terza sessione è dedicata ai giuristi, che illustreranno le proposte e i dispositivi giuridici che potrebbero essere adottati per far si che i due diritti previsti dalla legge 194, quello delle donne ad interrompere la gravidanza in tempi brevi e nelle strutture più vicine e quello dei medici all’obiezione di coscienza, non rimangano in questo stato di conflitto pratico. In questa sessione interverranno l’avvocato Filomena Gallo, docente di Legislazione all’Università di Teramo e Segretario dell’Associazione Luca Coscioni; il magistrato Bruno De Filippis, esperto di diritto di famiglia; Marilisa D’Amico, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università statale di Milano.

Il convengo si chiuderà con una tavola rotonda che analizzerà gli aspetti affrontati durante il convegno e in particolare le proposte giuridiche presentate. Parteciperanno Mario Puiatti, Presidente nazionale dell’AIED, Carlo Flamigni, medico e presidente onorario AIED nonché membro del Comitato Nazionale di Bioetica, il dottor Aldo Pagni per la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, la senatrice Donatella Poretti e l’onorevole Maria Antonietta Farina Coscioni, segretarie delle Commissioni Sanità. Parteciperà inoltre il dottor Giovanni Persico, direttore dell’AOU Federico II di Napoli, la struttura sanitaria che ha deciso di indire un concorso di 30 ore per un medico non obiettore per espletare il servizio dell’interruzione di gravidanza. A partecipare ai lavori del convegno sono stati invitati il Ministro della Salute Renato Balduzzi e i presidenti delle Commissioni Sanità del Senato e della Camera.

Dati e statistiche

Nel mondo, i paesi con leggi più restrittive nei confronti dell’aborto registrano un più alto tasso di aborti e un più alto numero di morti per aborto insicuro. La legge 194 ha contribuito alla riduzione del numero degli aborti in Italia, ma soprattutto ha drasticamente ridotto il numero degli aborti clandestini e le morti per aborto. L’obiezione di coscienza tra i medici resta alta. In alcune zone della penisola la percentuale di obiettori tocca l’80 per cento, come in Molise, Campania, Sicilia, Bolzano. In Basilicata si raggiunge addirittura l’85,2 per cento. Negli ultimi anni si è passati dal 58,7 per cento del 2005 al 70,7 per cento del 2009; per gli anestesisti dal 45,7 per cento al 51,7 per cento e per il personale non medico dal 38,6 per cento al 44,4 per cento.

Sono più del 40% le donne che hanno interrotto la gravidanza oltre il 14 giorno dal rilascio del certificato. Significativo inoltre è il dato sul rilascio del certificato: solo il 39,4% delle donne si rivolge al consultorio mentre le altre si rivolgono al medico di base. Questo dato deve far riflettere perché il consultorio, nel momento in cui accoglie la donna che vuole interrompere la gravidanza, può avere la funzione di luogo privilegiato e sicuro per ottenere informazioni sulla contraccezione. L’ignoranza o la scarsa conoscenza dei sistemi contraccettivi non è l’unica causa dell’aborto. Esistono cause personali, fattori culturali e di contesto sociale che difficilmente possono essere esplorate dal medico di base. Il consultorio quindi deve svolgere innanzitutto una funzione di prevenzione e di promozione della salute sessuale e riproduttiva.

L’informazione sulla contraccezione e sulla sessualità in Italia è insufficiente. Particolarmente penalizzati sono gli adolescenti. Dopo ogni rapporto sessuale una ragazza su due (47%) teme una gravidanza indesiderata, solo una su 10 (11%) si preoccupa invece di un’eventuale malattia. Ma continuano a non proteggersi, poiché il 37% affronta la prima volta senza alcuna precauzione, un terzo (31%) ignora i metodi contraccettivi e il 20% sceglie il coito interrotto (dati della SIGO, www.sigo.it). Dopo 2 anni di diminuzione nell’utilizzo della pillola del giorno dopo, abbiamo assistito per il 2011 ad un incremento del 4%. Parliamo di oltre 357 mila pillole utilizzate, di cui piu’ del 50% nelle ragazze che hanno meno di 20 anni. Significa 180 mila adolescenti che l’hanno utilizzata.

Fonti

– RELAZIONE DEL MINISTRO DELLA SALUTE SULLA ATTUAZIONE DELLA LEGGE CONTENENTE NORME PER LA TUTELA SOCIALE DELLA MATERNITÀ E PER L’INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA (LEGGE 194/78) – DATI PRELIMINARI 2010 – DATI DEFINITIVI 2009

– INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA NEL MONDO: DATI 1995-2008. The Lancet

– EDUCAZIONE SESSUALE IN EUROPA, IPPF

– I CONSULTORI PUBBLICI IN ITALIA, Ministero della Salute

I promotori del convegno

L’AIED, Associazione Italiana per l’Educazione Demografica, è stata costituita nel 1953 da un gruppo di personalità del mondo della cultura, giornalisti e scienziati di diversa estrazione politica, ma con una comune ispirazione laica e democratica, con l’obiettivo di diffondere una cultura moderna di pianificazione familiare e di dare la più ampia informazione sui metodi contraccettivi. Grazie all’AIED, nel 1971 è stato abrogato l’articolo 553 del codice penale che vietava la propaganda e l’uso in Italia di qualsiasi mezzo contraccettivo, prevedendo un anno di reclusione per chi si fosse reso responsabile di simile “reato”. L’AIED è presente sul territorio italiano con 21 consultori familiari e rappresenta la più antica esperienza privata e laica di assistenza e informazione alla sessualità, all’interruzione di gravidanza e alla salute riproduttiva in Italia.
www.aied.it
ufficiostampa@aied.it
tel. 380-6128382

L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica è stata fondata il 20 settembre 2002 da Luca Coscioni, malato di sclerosi laterale amiotrofica e leader politico radicale della campagna per la libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali, per «promuovere la libertà di cura e di ricerca scientifica, l’assistenza personale autogestita e affermare i diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili».
Nel 2005 l’Associazione ha promosso la campagna referendaria volta a cancellare la legge 40 che ha imposto divieti sul ricorso alla fecondazione assistita e la ricerca sulle cellule staminali.
Lo stesso anno, ha promosso il Congresso mondiale per la libertà della scienza, che ha visto convergere sulle sue proposte premi nobel, scienziati, medici e pazienti da tutto il mondo.
L’Associazione è soggetto costituente del Partito radicale transnazionale.
Oltre alla campagna per la libertà di ricerca e la laicità, l’Associazione Luca Coscioni ha condotto e conduce molte altre battaglie per i diritti dei malati, dei disabili e per una società che garantisca a tutti le cure, la libertà individuale, e condizioni più umane di vita.
www.associazionelucacoscioni.it
valentina.stella@associazionelucacoscioni.it
Ufficio + 39 06 689 79 330
cellulare + 39 3395861573

ATTENZIONE: Per partecipare al convegno è necessario registrarsi inviando una mail con i propri dati entro le 13:00 di lunedì 21 maggio a info@associazionelucacoscioni.it – Ai signori è fatta richiesta di indossare giacca e cravatta per poter accedere ai locali del convegno.

I giornalisti dovranno accreditarsi presso l’Ufficio stampa del Senato.