“In Usa, sulle staminali, c’è la nuova frontiera”

Renzo Parodi

Umberto Veronesi«Ho ricevuto altre lauree honoris causa ma questa di Genova mi è più cara delle altre perché mi consente di trasmettere alle future generazioni le nostre conoscenze». Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale, direttore dell`Istituto europeo di oncologia, ha commentato così la laurea honoris causa in Scienze pedagogiche ricevuta ieri dall`Università di Genova, con la laudatio di Luisella Battaglia.

Professor Veronesi, il capo dello Stato ha ribadito con forza la necessità di sostenere adeguatamente la ricerca e la formazione. Qual è la situazione in Italia? «Di stallo. Nell`ultimo anno i fondi sono sottilmente diminuiti, ma sono stati messi a punto alcuni progetti mirati che riguardano però un limitato numero di aree di ricerca. Occorre fare di più e di meglio». La riforma dell`Università, presentata dal ministro Gelmini, recepisce questa esigenza? «L`Università è in crisi non soltanto in Italia ma in molti Paesi d`Europa che incontrano difficoltà a gestire un insegnamento ormai massificato. Rispetto alla ricerca occorre compiere una scelta di fondo, ovvero decidere se si vuole sdoppiare la ricerca por- tandola fuori dell`Università. Io credo che questa scelta sia inevitabile». Il cardinale Bagnasco ha richiamato l`esigenza di contenere la ricerca scientifica in una dimensione etica. Lei avverte questa esigenza? «Ci sono due tipi di riferimento etico. Se è un`etica religiosa coincide con la fede. Se si tratta invece di un`etica laica, allora fa riferimento alla ragione. Dal suo punto di vista, è giusto che il cardinal Bagnasco richiami all`etica, in chiave religiosa. Io però sono un laico». Può capitare che i due aspetti dell`etica, quello religioso e quello laico e civile, non coincidano? «I due aspetti hanno talvolta obiettivi comuni. Il grande progetto laico della pace corrisponde perfettamente al progetto religioso della pace coltivato dal Vaticano». La nuova frontiera della ricerca sulle cellule staminali promette risultati strabilianti. Qual è il Paese all`avanguardia? «Gli Stati Uniti, ora che il divieto di ricerca sulle staminali, imposto da George W. Bush, è stato cancellato dal presidente Barack Obama. L`Italia? Da noi la legge impedisce assolutamente questo tipo di ricerca. I nostri ricercatori si concentrano quindi sulle cellule mature con l`obiettivo di avere strumenti con i quali un giorno rigenerare gli organi, attraverso la creazione di cellule nervose, epatiche…». Da dove nasce la sua antica scelta vegetariana? «Dalla considerazione che è indispensabile non consumare carne quando c`è gente che, a causa dello sfruttamento intensivo dei pascoli, non ha da mangiare. Per mantenere tre miliardi e mezzo di capi d`allevamento si affama un miliardo di persone nel mondo». E il suo si al nucleare, anche questo di vecchia data? «Sì, sono favorevole da sempre al nucleare. Si tratta di energia pulita, non inquinante e costituisce la migliore alternativa all`energia prodotta da fonti fossili». La sua opinione sul vaccino contro l`influenza A? «Occorre osservare l`evoluzione del virus che dicono sia mutato senza però che ciò lo abbia reso più pericoloso. Le fasce di popolazione a rischio fanno bene a vaccinarsi, questo sì».

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