Presente per l’Associazione, Stefano Massoli, marito di Laura Santi, che spiega: “la battaglia di Laura per tempi certi e diritti nel fine vita”
Oggi, a un anno dalla costituzione del comitato promotore Liberi Subito in Umbria, l”Associazione Luca Coscioni ha presentato in Commissione III Sanità del Consiglio Regionale la proposta di legge di iniziativa popolare che porta il nome e la storia di Laura Santi. Una proposta che, la scorsa primavera, in soli due mesi ha raggiunto il quorum di firme necessario e che ha superato il vaglio di ammissibilità in UdP lo scorso novembre 2025. Per l’Associazione erano presenti il marito di Laura, Stefano Massoli e Alice Spaccini.
Dichiara Stefano Massoli: “Laura ha atteso oltre due anni e otto mesi per veder rispettata la propria volontà. Una legge regionale che prenda in carico tempestivamente le richieste di suicidio medicalmente assistito, e che dia responsabilità certe alle strutture sanitarie e garanzie reali alle persone malate e al personale sanitario, serve per evitare che storie come la sua si ripetano”.
Dichiarazione di Alice Spaccini, delegata del Comitato Promotore Liberi Subito Umbria: “Facendoci portavoce di 4.801 cittadini e cittadine umbre, oggi abbiamo spiegato ai consiglieri perché questa legge è necessaria e urgente: chi si trova nelle condizioni previste dalla sentenza 242 del 2019 non può aspettare anni per veder rispettato un suo diritto. Attendiamo ora i tempi dell’istruttoria tecnico-legislativa, fiduciosi che la Commissione proceda nel merito e in senso positivo”.
Con la sentenza 204 del 2025, che ha riconosciuto la potestà legislativa delle Regioni in materia, la Corte costituzionale conferma la fattibilità della proposta di legge popolare “Liberi Subito”. In Italia il suicidio assistito è oggi permesso, con o senza legge regionale, grazie alle pronunce della Corte costituzionale, intervenuta a più riprese nel merito. Quello che manca sono procedure e garanzie compatibili con le esigenze di chi ne fa richiesta, grazie a una legge come quella già approvata da Toscana e Sardegna. Senza una norma regionale che disciplini l’organizzazione di questo servizio, sono le persone malate a pagare il prezzo di questa lacuna, costrette a percorsi giuridici estenuanti.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.