Sono partiti dal Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia i lembi di pelle geneticamente modificata che sono stati trapiantati pochi giorni fa alla Clinica Dermatologica Universitaria di Salisburgo (Austria) dall’equipe del prof. Johann Bauer e del dr. Josef Koller su una paziente austriaca affetta dalla forma giunzionale dell’Epidermolisi bollosa, meglio nota come Sindrome dei Bambini Farfalla, una invalidante malattia genetica della pelle. «Il trapianto eseguito in Austria è frutto di una lunga collaborazione internazionale che ci vede impegnati da anni insieme ai principali ricercatori del mondo nella lotta a questa terribile patologia» dice la prof. Graziella Pellegrini, coordinatrice della terapia cellulare al Centro “Stefano Ferrari”. «Di sicuro la ripresa della sperimentazione costituisce un passo avanti, ma dovranno passare ancora alcuni mesi prima di sapere se saremo riusciti a ottenere i risultati sperati». È il secondo intervento al mondo di terapia genica a base di cellule staminali epidermiche geneticamente corrette, dopo quello eseguito, con la tecnologia messa a punto dal team di ricercatori guidati dai professori Michele De Luca e Graziella Pellegrini, alla Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena nel 2005 dall’equipe del prof. Alberto Giannetti su un paziente italiano affetto dalla medesima patologia. Dopo questo primo successo clinico, che ha entusiasmato gli scienziati di tutto il mondo e i cui risultati si sono mantenuti stabili fino ad oggi, nell’ateneo modenese si è lavorato per allargare la sperimentazione ad altri pazienti e sviluppare nuovi vettori virali per la cura di altre forme di Epidermolisi bollosa. «Dopo il primo trapianto di terapia genica e centinaia di trapianti per la ricostruzione della cornea, la nostra attività è stata interrotta dall’entrata in vigore del regolamento europeo 1394 del 2007 – spiega Michele De Luca, professore di Biochimica all’ateneo modenese e direttore del Centro “Stefano Ferrari” – che ha inserito le terapie avanzate a base di colture cellulari nell’alveo della regolamentazione sui farmaci. Per poter continuare la nostra attività abbiamo costruito, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, il Centro di Medicina Rigenerativa e, grazie al sostegno di Chiesi Farmaceutici, abbiamo creato lo spin-off universitario Holostem Terapie Avanzate, che ci ha fornito le competenze farmaceutiche per raggiungere questo importante risultato». Oltre alla paziente austriaca, nelle stesse ore è stato trattato al San Raffaele di Milano dall’equipe del dott. Paolo Rama un paziente con deficit da staminali limbari grazie alla terapia cellulare per la ricostruzione della cornea messa a punto molti anni fa proprio da Michele De Luca e Graziella Pellegrini che, dall’ottenimento della certificazione GMP del Centro modenese, sono già riusciti a trattare più di venti pazienti, di cui due al Policlinico di Modena, in collaborazione con l’equipe del prof. Gian Maria Cavallini. «Il nostro prossimo obiettivo – conclude Michele De Luca – è trattare a breve, proprio a Modena, con la collaborazione della Clinica Dermatologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, diretta dal prof. Giovanni Pellacani, anche altri pazienti con la speranza che un giorno questa sperimentazione possa trasformarsi in una terapia per tutti i Bambini Farfalla».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.