Ecco il farmaco che può cambiare la vita dei malati Rogett Ntaz I 01. È appena arrivato in Italia un nuovo medicinale importante per chi soffre di sclerosi multipla. Al contrario dellinterferone-beta, molto usato ma che va assunto con iniezioni sottocutanee a giorni alterni, fingolimod, così si chiama il principio attivo(l nome commerciale è Gilenya), è in pastiglie e ne basta una al giorno. Ma c’è di più. È anche in grado di frenare meglio la progressione del disturbo. Il nuovo farmaco, infatti, ha un’azione più mirata. «Uno studio che ha comparato i due principi attivi ha dimostrato che fingolimod dimezza il numero di ricadute. spiega Giancarlo Comi, direttore del dipartimento neurologico, ospedale San Raffaele di Milano, tra i massimi specialisti internazionali di sclerosi multipla.
«Certo, non siamo ancora alla terapia che guarisce, ma è un grosso passo avanti per migliorare la qualità della vita dei malati. A scatenare la sclerosi multipla sono i linfociti T, cellule del sistema immunitario che, senza una ragione, aggrediscono il rivestimento delle fibre nervose cerebrali. Così a ogni attacco si manifestano problemi a camminare, abbassamento della vista, difficoltà a parlare. Il farmaco appena arrivato fa parte di una nuova classe di medicinali, i cosiddetti modulatoti dei recettori della S1PR, che bloccano Per la diagnosi di sclerosi multipla la risonanza magnetica è fondamentale. il meccanismo che scatena la malattia. «A differenza dell’interferone beta, un immunosoppressore che non fa selezioni, ma agisce indiscriminatamente su tutte le cellule del sistema immunitario, fingolimod cerca proprio i linfociti T impazziti e ne frena l’attività« spiega il professor Comi. In questo modo riesce a ridurre notevolmente lo stato di infiammazione alla fibra nervosa provocato dall’aggressione da parte dei linfociti T. «Se il disturbo è sotto controllo con la terapia tradizionale, al momento l’indicazione è di non fare cambiamenti« spiega a professor Comi. «Si passa al nuovo farmaco quando gli attacchi diventano frequenti nonostante la cura con l’interferone-beta. Oppure quando la malattia si presenta fin dall’inizio con crisi molto ravvicinate». Grazie alla sua azione selettiva fingolimod è anche meglio tollerato. Come l’interferone, può dare stanchezza e sintomi influenzali, ma in forma decisamente più lieve.
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