Filomena Gallo: “Già 20 persone hanno ottenuto il via libera al suicidio assistito: con questa legge non lo avrebbero avuto”
Marco Cappato: “Il Governo vuole fermare un diritto perché ha finalmente iniziato a funzionare. Meloni ritiri la legge per lasciare il Parlamento libero di decidere”
È partita la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per chiedere al Governo Meloni il ritiro definitivo della proposta di legge sul fine vita presentata 9 mesi fa – in occasione dell’incontro della Premier col Papa – e da allora all’esame del Senato senza alcun avanzamento.
Fino al 19 aprile, volontarie e volontari saranno presenti con banchetti e iniziative in 80 città distribuite in tutte le Regioni italiane, per un totale di oltre 100 appuntamenti tra piazze, università e luoghi pubblici con l’obiettivo di informare e raccogliere adesioni all’appello pubblico.
↓ LA MAPPA DEI BANCHETTI ↓
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Mentre in Parlamento resta bloccata la proposta di legge del Governo Meloni che restringe drasticamente i diritti oggi esistenti, cresce nel Paese la richiesta di regole chiare sul fine vita.
In assenza di una legge nazionale, resta infatti in vigore quanto stabilito, con valore di legge, dalla Corte costituzionale con la sentenza sul caso Cappato–DJ Fabo, e le successive sentenze, che hanno stabilito il diritto di accedere l’aiuto al suicidio da parte del Servizio sanitario nazionale in presenza di specifiche condizioni.
“In Italia grazie alla sentenza della Consulta 20 persone hanno già ottenuto il via libera dal Servizio sanitario nazionale, in 14 hanno effettivamente avuto accesso all’”aiuto alla morte volontaria, spesso dopo lunghi percorsi giudiziari”, ha dichiarato Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Nessuna di queste avrebbe potuto farlo se la proposta di legge del Governo fosse stata in vigore: invece di semplificare, introduce ostacoli che renderebbero l’accesso di fatto impossibile. Nel dettaglio, la proposta: elimina il ruolo dei medici del Servizio sanitario nazionale, sostituendoli con un comitato di nomina governativa; limita l’accesso ai soli pazienti dipendenti da macchinari; svuota di valore le disposizioni anticipate di trattamento; introduce l’obbligo di passaggio in tribunale anche in presenza dei requisiti”.
“Dopo i primi 3 anni dalla sentenza della Corte costituzionale del 2019, durante i quali nessuno aveva ottenuto accesso all’aiuto alla morte volontaria, dal 2021 le persone hanno iniziato a vedere riconosciuti i propri diritti”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “Dal primo caso di Federico Carboni nel luglio 2022 si è arrivati a 6 persone nel 2025 e già 4 persone sono state aiutate a morire dal Servizio sanitario nazionale nei primi 3 mesi del 2026. È proprio perché la sentenza della Corte costituzionale ha iniziato a essere applicata dal Servizio sanitario che il Governo ora tenta di bloccare l’applicazione con una legge. Si tratta di una scelta politica precisa: non essendo più riusciti a bloccare totalmente l’applicazione della sentenza della Consulta con l’ostruzionismo, il Governo ha tentato di intervenire legislativamente, senza però finora riuscirci Chiediamo alla Presidente del Consiglio di ritirare questa proposta, che non ha consenso nemmeno nella maggioranza, ed è di ostacolo alle e ai Parlamentari per finalmente discutere del tema liberi da disciplina e vincoli di partito e coalizione.”
Con la mobilitazione in corso, l’Associazione Luca Coscioni rilancia tre richieste: il ritiro del testo governativo; l’avvio di un confronto parlamentare libero anche sulla base della proposta di legge popolare “Eutanasia Legale”; l’adozione, da parte delle Regioni, di procedure certe e tempi rapidi per garantire i diritti già riconosciuti.
L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.