TRAPIANTI DI MIDOLLO: PIÙ "POTENTI" LE CELLULE CORDONALI (La Provincia Pavese)

<i>Lo studio condotto dai ricercatori della pediatria del San Matteo insieme ai medici del San Martino di Genova</i>

<b>12 Settembre 2003</b> – PAVIA – Le cellule staminali contenute nel cordone ombelicale hanno una grande potenzialità di riprodursi: quindi riescono a ripopolare il midollo osseo molto meglio di quelle derivate dall'adulto. Lo rivela una ricerca condotta dal centro cellule staminali dell'ospedale San Martino di Genova, effettuata in collaborazione con l' onco-ematologia pediatrica del San Matteo.
I dati di questo studio sono appena stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica americana «Blood». «Fino ad oggi, le cellule del cordone ombelicale sono state utilizzate prevalentemente per i trapianti di midollo nei bambini – spiega Francesco Frassoni, responsabile del centro cellule staminali dell' ospedale San Martino -. Infatti, negli adulti si presentavano notevoli difficoltà di attecchimento. Le osservazioni emerse dal nostro studio ci indicano finalmente la strada per superare questo ostacolo. Sebbene ci siano ancora alcuni aspetti da approfondire, crediamo che le cellule prelevate dai cordoni diverranno, in futuro, uno strumento molto efficace sia per i trapianti di midollo, sia per la ricostruzione di vari tessuti del corpo umano».
L'importante scoperta è stata possibile grazie alla collaborazione del reparto di oncoematologia pediatrica del Policlinico di Pavia. Il centro diretto del professor Franco Locatelli è all'avanguardia da anni per i trapianti di midollo, compresi quelli effettuati con le cellule del cordone ombelicale. Il 2003 si conferma un anno di ulteriore crescita, così come lo erano stati anche quelli precedenti. Dall'inizio dell'anno al 31 luglio scorso, l'équipe di Locatelli ha portato a termine 61 trapianti: se la tendenza sarà confermata, per la fine dell'anno si dovrebbero raggiungere 100 interventi. Sono statistiche che confermano il ruolo di assoluta preminenza dell'oncoematologia pediatrica del San Matteo. A Pavia viene infatti effettuato il 30 per cento dei trapianti allogenici realizzati in Italia. La capacità di attrazione del reparto del Policlinico non ha subito una flessione neppure con l'apertura di nuovi ed attrezzati centri pediatrici nell'Italia del Sud. Inoltre il centro pavese è il punto di riferimento nazionale per i bambini che arrivano dall'estero.