TESTAMENTO-TACCHINO

<b>29 Novembre 2003</b> – Il testamento biologico o living will è uno -strumento- presente in molti paesi Occidentali il cui scopo è quello di restituire alla volontà del paziente (in coma o non più in grado di disporre autonomamente) la decisione di essere sottoposto o meno ai protocolli o alla automaticità delle terapie mediche. In Italia la stesura delle norme che dovevano regolare il TB è stata affidata al Comitato Nazionale per la Bioetica. Dopo un periodo di -latenza- durante il quale il prof. D´Agostino mi aveva espresso la sua sostanziale avversione per un -documento- che, parole sue "non sarebbe servito a niente"…si è avuta una -erezione-. Le campagne che i media hanno cavalcato sul tema dell´eutanasia, hanno costretto il CdB a riconsiderare la possibilità di offrire agli Italiani il TB. Ravvedimento? Autonomia dalle pressioni vaticane? No! Più semplicemente un escamotage per disinnescare la -bomba- eutanasia. Prima di -cantar vittoria- ho pensato bene di chiedere al prof. D´Agostino qualche notizia sulle caratteristiche del testamento in discussione. Come tutti sanno…un pessimista è solo un ottimista ben informato. Il TB che andava prendendo forma era un TB annacquato, diluito, più che le -ultime volontà- erano le -ultime speranze- affidate al buon cuore del medico che restava l´ultimo e insindacabile giudice. Unica nota positiva era rappresentata da queste parole del prof. D´Agostino "il medico che si rifiuta di rispettare il TB deve motivare il suo rifiuto per iscritto". Ieri, al Tg2, è stato intervistato il prof. D´Agostino (presidente del CdB) il quale ha illustrato il TB che il 18 dicembre andrà all´attenzione del Parlamento. Idratazione, alimentazione artificiale, SVP sono stati ignorati. La spina non si tocca, e le volontà del paziente sono affidate alla discrezione del medico. Le motivazioni scritte sembra che non saranno necessarie. A questo punto mi domando: c´era bisogno di scomodare un comitato di illustri cattedratici per dire quello che è già ampiamente contemplato negli articoli 14 (Accanimento diagnostico-terapeutico) e 15 (Trattamenti che incidono sulla integrità psico-fisica) del CDM e al punto d art. 9 (volontà precedentemente espresse) della Convenzione di Oviedo? Evidentemente no! Se la maggior parte dei medici ha continuato ad ignorare il proprio codice di deontologia e la Convenzione di Oviedo, perché dovrebbero rispettare le decisioni di un ex-sano? Da non dimenticare che i medici sono stati minacciati dal min. Sirchia di finire in galera se non avessero ritirato il nuovo ricettario per gli stupefacenti! Cosa rimarrà agli Italiani di questo Testamento-Tacchino dopo che il 18 dicembre sarà passato al vaglio di un Parlamento che si appresta a spennare anche la legge sulla PMA? È facile intuirlo! La polpa verrà offerta come regalo di Natale ai sostenitori della intangibilità della vita, agli Italiani rimarranno le penne e la discriminazione: chi potrà andrà in Svizzera o nelle cliniche compiacenti dove il vil metallo li sottrarrà all´inutilità di agonie colpevolmente protratte…chi non potrà si consolerà con…le penne del Tacchino.