Roma — La decisione del ministro della Salute Renato Balduzzi di autorizzare l’uso di cellule staminali i con il” metodo Stamina” in alcuni ospedali pubblici fa infuriare ricercatori e scienziati. È uno stravolgimento dei fondamenti scientifici e morali della medicina» scrivono in una lettera al ministero 13 fra i principali scienziati del campo. L’autorizzazione di Balduzzi apre la porta degli ospedali italiani al controverso metodo della Fondazione Stamina, che consiste in una o più iniezioni con non meglio precisate “cellule staminali mesenchimali” prelevate dal midollo dei genitori dei bambini malati. La tecnica non ha mai dimostrato di essere efficace, visto che nessun medico esterno alla Stamina ha visitato i bambini dopo il trattamento. La decisione di Balduzzi di autorizzare il metodo, secondo i firmatari della lettera, “disconosce la dignità del dramma dei malati edei loro familiari”, dal momento che”scegliere per sé una terapia impropria o immaginaria rientra fra i diritti dell’ individuo, ma non rientra fra questi diritti decidere quali terapie debbano essere autorizzate dal governo”. La lettera è firmata, fra gli altri, da Paolo Bianco (direttore del laboratorio sulle staminali della Sapienza di Roma), Elena Cattaneo (stesso ruolo all’università di Milano), il rettore dell’ateneo del capoluogo lombardo Gianluca Vago e i docenti Giulio Cos su (embriologia), Alberto Mantovani (anche direttore dell’Istituto Flumanitas), Andrea Biondi (pediatra alla Bicocca) e Silvio Garattini (direttore del Mario Negri). Una seconda lettera rivolta a Balduzzi è partita sempre ieri dai presidenti di una decina di società scientifiche italiane ed europee (fra le altre, immunologia, ematologia e oncologia pediatrica, terapiagenica). “Come medicie ricercatori abbiamo seguito con grande sconcerto la notizia della possibilità di trattare pazienti affetti da gravi malattie del sistema nervoso con staminali al di fuori di ogni evidenza scientifica e di ogni regola” si legge. Fra i firmatari delle due lettere, oltretutto, ci sono alcuni responsabili di quei laboratori che Balduzzi ha autorizzato a somministrare staminali, come il San Gerardo di Monza, l’università di Modena e Reggio, gli Ospedali Riuniti di Bergamo e il Policlinico di Milano. Il 7 marzo il ministro aveva autorizzato il trattamento Stamina per Sofia, la bambina di tre annidi Firenze con leucodistrofia metacromatica (malattia rara che provoca la progressiva degenerazione delsistema nervoso). Ma aveva posto la condizione che le staminali fossero iniettate in uno dei 13 laboratori italiani autorizzati a manipolare queste cellule, e non agli Spedali Civili di Brescia. In questa struttura Sofia aveva ricevuto una prima infusione a novembre del 2012. Ma un’ispezione dei Nas aveva trovato molte irregolarità e l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) aveva vietato alla struttura di proseguire il trattamento. La decisione di Balduzzi era stata accolta subito con un rifiuto dai genitori di Sofia (“Non accettiamo cure diverse da quelle della Stamina”). Eoggi incassa anche la dura critica di medici e scienziati. Gli stessi Spedalidi Brescia hanno fatto sapere che effettueranno la seconda infusione di staminali su Sofia, ma poi cesseranno i trattamenti a meno che non sia un giudice a imporlo. La Fondazione che promette cure miracolose con le staminali, nel frattempo, è finita sotto indagine a Torino. Il procuratore Raffaele Guariniello ipotizza i reati di truffa e associazione a delinquere. La Stamina avrebbe chiesto soldi ai pazienti (le cure sperimentali e compassionevoli devono essere gratuite). In un’intercettazione, ilsuopresidente avrebbe detto «per fortuna i malati sono in aumento».

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