Staminali, le cellule dei desideri

Gazzetta del Mezzogiorno
Nicola Simonetti

Staminali, le cellule dei desideri, dell’agognato business, della realtà che è fatta di attesa, studio, applicazione difficili. Intanto, la corsa in avanti, lo sfruttamento, il caso «Stamina» («bocciata la richiesta di brevetto»; Us Patent Office) che rischia di ripetere vecchi modelli contrari alla scienza ed alla credulità di pazienti e legalizzare un supposto rimedio pur se non provato. La proposta sperimentazione rischia di trasformare il malato in cavia. Merita citazione, però, la promettente sperimentazione in corso (prof Gianni Pezzoli, direttore Centro Parkinson, Milano) con cellule prelevate dal midollo osseo, «istruite» e re-iniettate nello stesso soggetto con Parkinson per raggiungere la sede malata e sostituire le cellule inferme o morte. Le staminali, cellule con ampia capacità di riprodursi quasi all’infinito, sono un capitale biologico per la formazione dell’organismo in utero e, dopo la nascita, per rinnovarlo, ripararne i guasti, sostituire le cellule deteriorate, malate, morte. Le prime staminali (totipotenti) presenti all’inizio dello sviluppo dell’essere, subito dopo la fecondazione, hanno capacità di sviluppare un nuovo soggetto. Esse, dopo pochi giorni di febbrile attività, sono sostituite dalle «pluripotenti» che possono evolvere verso ogni altro tipo di cellula ma sempre all’interno, e non per formare tessuti esterni (es. placenta). Su imput interni, la specializzazione in staminali «adulte» che produrranno solo cellule del fegato, del cuore, della pelle, ecc. Un serbatoio, una «panchina» per la sostituzione di cellule «infortunate» o da ricambiare del corpo. Ne è ricco il midollo osseo (usate nei «trapianti») tra loro le mesenchimali » che si differenziano solo in cellule per osso, cartilagine, grasso. Impossibile la trasformazione in cellule nervose (i preparati di cui in questi giorni si parla si riferiscono a cellule mesenchimali il cui limite è non poter sostituire cellule nervose. Come si concilia la loro asserita, supposta capacità di «curare» alcune forme neurodegenerative («la contraddizion che nol consente»)? Vaticinio per l’impiego nel lupus eritematoso sistemico (presentato belimumab, nuovo farmaco risolutore) per sconfiggere questa ed altre malattie, autoimmuni. Altre cellule pluripotenti – non le mesenchimali – invece, in laboratorio, possono essere «indotte» (IPS)a fabbricare cellule di ogni altro tipo riacquisendo la potenzialità embrionale che, specializzandosi, avevano persa. Un rimedio prezioso che, oltre tutto, supera le riserve di natura etica relativo al prelievo da embrioni. Limite che sfuggano al controllo vista la loro alta capacità proliferativa ed il rischio tumore. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.