STAMINALI: DA EMBRIONI TOPO CLONATI CURATI SINTOMI PARKINSON (Ansa)

<b>23 Settembre2003</b> – Cellule embrionali di topi, derivate da cloni dell'animale, sono state estratte dall'embrione clonato e poi reimpiantate nel cervello degli animali per curare il morbo di Parkinson di cui erano affetti. E' il lavoro di un gruppo di scienziati del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, riportato sulla rivista Nature Biotechnology, il primo nel suo genere nel tentativo di riparare i danni al cervello prodotti dalla malattia. Il trapianto delle cellule ha determinato la scomparsa dei sintomi della sindrome. Secondo quanto riferito dal capo della ricerca Lorenz Studer, anche se siamo lontani dalla possibilita' di intraprendere un procedimento simile nell'uomo, l'esperimento mostra che in principio cellule embrionali di cloni si possono trasformare in qualunque tipo cellulare e che questa strada sarebbe percorribile per evitare effetti nocivi dovuti al trapianto, come il rigetto dei tessuti trapiantati. Il morbo di Parkinson e' una malattia neurodegenerativa che in particolare e' caratterizzata dalla morte dei neuroni dopaminergici, cioe' che dipendono dal neurotrasmettitore dopamina per comunicare tra loro ed inviare l'impulso nervoso. La loro morte determina difficolta' motorie progressivamente piu' gravi. Questa malattia e' stata ricreata sui topi in laboratorio, poi i ricercatori hanno estratto alcune cellule dalla coda dei topi e ne hanno isolato il Dna, per creare embrioni di topo clonati con un patrimonio genetico identico ai topi di partenza. Ottenuti i cloni gli scienziati hanno isolato da essi le cellule staminali embrionali, mettendole poi a crescere in colture di laboratorio.
Il passo successivo e' stato di programmare queste cellule in modo che diventassero neuroni dopaminergici, sottoponendo le cellule staminali a particolari cocktail di sostanze chimiche. Infine gli scienziati le hanno impiantate nel cervello dei topini malati di Parkinson. I risultati sono stati positivi, infatti non solo l'impianto non ha dato luogo a reazioni immunitarie, grazie all'identita' di patrimonio genetico possibile solo con la procedura della clonazione degli embrioni, ma ha anche permesso la regressione dei sintomi del morbo.
Ipoteticamente, conclude Studer, le cellule staminali embrionali create a partire da embrioni clonati possono essere trasformate in moltissimi tipi cellulari ed essere dunque utili per molte malattie o danni dovuti a incidenti, ma per ora non e' possibile dire se esperimenti di questo tipo saranno attuabili sull'uomo, poiche' molti ostacoli scientifici e politici in questo senso devono ancora essere superati.