Nel ricorso dell’Azienda ospedaliera dinanzi al TAR della Lombardia, infatti, la biologa dichiara: «In tutte le fasi, ad eccezione della prima riguardante l’effettuazione della biopsia, il personale del mio laboratorio, ma per la maggior parte io stessa, abbiamo supervisionato la procedura di preparazione delle cellule prodotte». La dottoressa potrebbe quindi gettare luce sul metodo ancora coperto da segreto (ma, come ormai si sa, non da brevetto, diversamente da quanto affermato ripetutamente nei documenti dell’ospedale). Lo farà?
Stamina a Brescia, tra audizioni e contraddizioni

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.