
ROMA «Papà avrebbe certo preferito un`altra via per morire, quella che un Paese civile gli avrebbe consentito» ha detto il figlio del regista, Francesco, a Sky Tg24. «L`unica eutanasia che l`Italia concede agli anziani è gettarsi nel vuoto» rincara su Twitter il regista Ferzan Ozpetek. E aggiunge: «Carlo, che la terra ti sia lieve». «Ancora una volta, come fu
per Mario Monicelli e per Franco Lucentini, la morte di Lizzani è destinata a creare grande impressione. Ancora una volta devo dire con forza che Lizzani non avrebbe dovuto morire così». È il commento di Silvio Viale,
presidente di Radicali Italiani, nell`apprendere la notizia del suicidio. Viale, esponente di Exit-Italia e dell`Associazione Luca Coscioni, ricorda la proposta di legge di iniziativa popolare recentemente depositata alla Camera e sottolinea: «In un paese in cui il suicidio assistito e l`eutanasia volontaria continuano ad essere un tabù, non può stupire
che persone come Lizzani siano costrette a porre fine in solitudine alla propria vita.
Non conosco nei dettagli le vicende personali, non so come e quando abbia maturato la propria decisione, non so quando abbia deciso come attuarla, ma so che, in un paese civile, non si dovrebbe consentire
di essere costretti a morire così». «La morte di Lizzani è una perdita per il cinema e la cultura italiani; ma anche per la testimonianza civile e politica che il regista in questi anni ha voluto assicurare, con il suo impegno come iscritto all`Associazione Luca Coscioni». Lo scrivono Filomena Gallo e Mina Welby, segretario e co- presidente dell`associazione per la libertà di ricerca scientifica. «Lo vogliamo ricordare – continuano – in particolare per le battaglie sul fine vita e sul testamento biologico. Nel 2009 partecipò a una manifestazione per accompagnare le firme di 8000
cittadini romani in Campidoglio per il testamento biologico. Continueremo
a lottare perché , anche in sua memoria, questa delibera possa essere discussa e approvata dal Comune di Roma».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.