<b>16 Febbraio 2003</b> – CITTÀ DEL VATICANO – Poche sferzanti parole dell´Osservatore Romano per commentare la morte della pecora Dolly, l´esemplare clonato qualche anno fa, che è stato necessario abbattere nei giorni scorsi. L´episodio rappresenta, secondo il quotidiano ufficioso della Santa Sede, «la sconfitta di coloro che osano ribellarsi al progetto di Dio». E le ricerche sulla clonazione assumono il volto di «un'arrogante ingiustificata ribellione morale». Il giudizio della Chiesa sulla clonazione, non solo quella umana ma anche quella animale, è sempre stato negativo. Gli esperti vaticani stanno lavorando alla preparazione di un documento, che uscirà nei prossimi mesi, dedicato interamente alla clonazione. Monsignor Elio Sgreccia, direttore del dipartimento di Bioetica dell´Università Cattolica ricordava, quando è stato dato l´annuncio da parte dei «raeliani» di una clonazione umana, che nel caso di Dolly «ci sono voluti centinaia di esperimenti prima di arrivare a uno riuscito. Un mattatoio di embrioni, prima di avere un successo. E non sappiamo con quale tecnica, con quale tipologia». Un successo che evidentemente si è rivelato solo parziale, perché Dolly, clonata nel 1996 si è rivelata più debole di quanto ci si attendesse. Avvertiva Sgreccia, in particolare per quello che riguardava l´ipotesi di una clonazione umana: «Al di là di questo mi sembra grave che si giochi allo scoop, a choccare la gente, a vulnerare la stessa serietà della scienza.
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