<b>16 Giugno 2003</b> – ROMA – Un gruppo di ricercatori italiani è riuscito a comprendere alcuni meccanismi biologici fondamentali per la propagazione net cervello delta sclerosi multiple, la malattia che colpisce ogni anno in Italia 1800 persone. Lo studio, svolto nel laboratorio di neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia di Roma, coordinato da Luca Battistini in collaborazione con Gabriela Constantin dell'Universita di Verona, apre un nuovo spiraglio per la cura della malattia per bloccare l'ingresso delle cellule infiammatorie all'interno del cervello. I ricercatori hanno individuato due molecole grazie alle quali i linfociti si agganciano ed entrano nel sistema nervoso centrale raggiungendo il cervello dove creano danni. Bloccare queste molecole con farmaci specifici come anticorpi monoclonali – spiega Battistini – può bloccare la migrazione delle cellule al cervello e diminuire i segni clinici delta malattia». Secondo i neurologi i fattori che scatenano la SM non sono noti con certezza, ma numerose evidenze cliniche e sperimentali indicano che alla base vi è una reazione del sistema immunitario che individua quale bersaglio dei suoi linfociti il rivestimento dei nervi, la mielina, compromettendone così la capacità di condurre gli impulsi elettrici da e per il cervello. L'infiltrazione dei linfociti net tessuto cerebrale è correlata con la comparsa dei segni clinici delta sclerosi multipla. La migrazione dei linfociti all'interno del cervello rappresenta quindi un momento fondamentale per lo sviluppo delta malattia e per l
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