NEW YORK – «Ricordo quando dovetti correre al pronto soccorso con mia figlia Sasha, che aveva 8 anni, colpita dalla meningite. E mentre aspettavo fuori dalla sala operatoria mi chiedevo cosa ci sarebbe successo senza una buona assicurazione». Barack Obama racconta anche la crisi di asma dell’altra figlia, Malia, quando aveva 11 anni. Rievocala morte di sua madre per un tumore alle ovaie. Forse poteva essere salvata, se l`assicurazione avesse pagato cure più care. Il presidente gioca sul tasto dell`esperienza personale, un vissuto che lo mette in sintonia con milioni di americani alle prese con le stesse ansie, gli stessi drammi. Si apre così ieri la maratona televisiva con cui Obama cerca di sbloccare la riforma sanitaria.
Un happening, uno psicodramma, "grande teatro della politica", è stato definito. Di certo un evento inedito. Quaranta parlamentari, equamente ripartiti fra la maggioranza democratica e l`opposizione repubblicana, riuniti attorno a un tavolo per sei ore a discutere col presidente davanti alle telecamere. Il palcoscenico:la BlairHouse, storica foresteria presidenziale su Pennsylvania Avenue dirimpetto alla Casa Bianca. Gli indici d`ascolto: modesti come sempre su C-Span, la tv pubblica che riprende l`intero dibattito. Ma tutte le cable-tv d`informazioni – Fox, Msnbc, Cnn – lo trasmettono quasi integralmente. Un`occasione per i cittadini americani di vedere «i loro rappresentanti al lavoro, alla luce del sole», sostiene Obama. Il presidente cerca di dare il tono di un dialogo sincero, alla ricerca di vere convergenze bi-partisan. «Non sono sicuro – dice in apertura- che riusciremo a colmare la distanza che ci separa. Ma voglio che questa sia una vera discussione, non uno scambio a colpi di slogan». Eppure gli scivoloni in quella direzione non mancano. Il battibecco più acceso ha per protagonisti lo stesso presidente e il suo ex rivale nelle elezioni del 2008, il senatore repubblicano John McCain. «Con un anno di ritardo – attacca l`esponente della destra – finalmente mantieni la promessa di un dibattito teletrasmesso in diretta. Finora queste 2.400 pagine del progetto democratico di riforma sanitaria sono state il frutto di negoziati a porte chiuse, compromessi impresentabili». Obama contrattacca: «John, parliamo di contenuti, guarda che la campagna elettorale è finita». L`altro scoppia a ridere: «Questo lo ricordo ogni giorno». Altri come Obama parlano di vicende personali. George Miller, deputato democratico della California, ammalato di artrite e con due protesi d`anca: «Se dovessi comprami una polizza assicurativa individuale sarei già morto». Nancy Pelosi, la presidente della Camera, riassume: «Non c`è più tempo da perdere. Molti americani sono arrivati davvero al capolinea». Il senatore democratico Jay Rockefeller ricorda il recente rincaro del 39% sulle polizze della più grande assicurazione californiana, Blue Cross: «Le compagnie assicurative sono pescecani che nuotano appena sotto la superficie. Ti accorgi che ci sono quando hai i loro denti nella carne». Anche un senatore repubblicano, Tom Coburn, fa un quadro drammatico: «Non diamo nessun incentivo alla prevenzione. Non premiamo chi riduce i rischi delle malattie croniche. Un terzo della spesa sanitaria non aiuta nessuno in questo paese». La destra attacca la Casa Bianca sul suo tallone d`Achille, i costi della riforma. Il deputato repubblicano Dave Camp citalo studio di un`authority indipendente, il Congressional Budget Office: «Se passa la riforma nella versione votata dai democratici al Senato, per gli americani che si assicurano individualmente le tariffe aumenteranno dal 10% al 13%". Obama reagisce: « Pago il 10% in più perché non sto comprando una mela ma un`arancia. Il raffronto sui costi non vale, perché la qualità dell`assistenza migliora sostanzialmente». Questo resta il punto più controverso della riforma. Quando si parla di garantire le cure mediche a 31 milioni di americani che oggi non sono assicurati, non bisogna confondersi con il modello europeo. Nel progetto dei democratici la maggior parte dei nuovi assicurati dovranno comprarsi una polizza privata pagandola di tasca propria; salvo risparmiare una quota del costo grazie a un sussidio statale. Obama riassume così: «Vogliamo creare un mercato concorrenziale, dove individui e datori di lavoro possano scegliere fra varie assicurazioni in competizione tra loro, con la stessa ricchezza di opzioni di cui oggi godono i membri del Congresso. E chi non può permetterselo avrà i sussidi». Gli aiuti pubblici allevieranno la fattura per le famiglie fino a 88.000 dollari di reddito annuo (quattro volte sopra la soglia della povertà per un nucleo di quattro persone). Ma i democratici hanno già un piano B. Si limiterebbe ad allargare l’assistenza a 15 milioni di persone. E potrebbero approvarlo con la procedura di "riconciliazione", aborrita dai repubblicani, che consente di votare a maggioranza semplice aggirando l`ostruzionismo. Perché il grande teatro in diretta tv ha avuto gli effetti previsti: una bella battaglia di comunicazione, e nemici come prima. Riflettori e telecamere non sono fatti per agevolare i compromessi. Anzi, ciascuno tende a segnare dei punti "contro", in vista delle elezioni di novembre.
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