Ruini: i cattolici compatti non votino sulla procreazione

Paolo Fantini
Far fallire i referendum sulla procreazione assistita. I vescovi italiani continuano a tenere alta la guardia e ancora una volta hanno lanciato ai fedeli cattolici il proprio monito.
«Occorre essere tutti compatti nell’astensione – ha detto il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana Neppure involontariamente possiamo favorire il disegno referendario»
A poco più di un mese dal precedente appello, quindi, la conferma di una linea che non ammette cedimenti ma nemmeno errori. La Cei, infatti, tiene a precisare che nemmeno andare alle urne per votare contro servirebbe a raggiungere lo scopo perché in questo modo c’e il rischio di contribuire a fai raggiungere il quorum.
Una presa di posizione che ha incassato l’appoggio di An ma che ha fatto scattare le proteste dei sostenitori dei referendum per i quali si è in presenza di «una chiamata alle armi fatta contro la vita, contro i malati, contro la scienza», mentre direttamente a Ruini si è rivolto il leader radicale Daniele Capezzone per il quale «se solo vi sarà un minimo di campagna legale e democratica, i primi a batterlo saranno proprio i credenti, i cattolici italiani, che sono liberali e non fondamentalistì».
L’appello di Ruinì è arrivato nel corso del suo discorso al Consiglio perinaneilte della Cei, una prolusione che ha toccato molti altritemi, sia interni sia internazionali, compreso quello relativo all’imminente consultazione amministrativa per la quale è stato ribadito il non coinvolgimento partitico delle gerarchie ecclesiastiche. «Proseguendo nella tradizione consolidata da anni – ha ricordato l’alto prelato – L’ episcopato italiano non entrerà in alcuna scelta di partito o schieramento politico. Questo però non vuoI dire che non continueremo a richiamare l’attenzione di tutti, e in particolare dei credenti, verso i principi della dottrina sociale del la Chiesa sulla persona e sul rispetto della vita umana, sulla famiglia, sulla libertà scolastica, la solidarietà, la promozione della giustizia e della pace. Un’attenzione partiti Ds e Radicali denunciano l’appello del cardinale come un’indebita interferenza nella politica italiana particolarmente necessaria data la potestà legislativa di cui su queste materie godono le Regioni»
L’appello alla compattezza per l’astensione e stato poi spiegato in termini positivi. «Non si tratta in alcun modo – ha detto Ruini di una scelta di disimpegno, ma di opporsi nella maniera più forte ed efficace ai contenuti dei referendum e alla stessa applicazione dello strumento referendario in materie di tale complessità».
Il presidente della Cei ha quindi sottolineato che la campagna per l’astensione lanciata dal Comitato «non solo dà voce alla grandissima e altamente significativa unità che i molteplici organismi cattolici hanno saputo raggiungere su questo tema tanto importante e delicato, ma esprime anche una posizione che va nettamente al di là delle appartenenze religiose e partiti che riunendo molte personalità del mondo scientifico,culturale, professionale e politico».In sostanza, non è stato voluto dai vescovi e non raccoglie soltanto cattolici.
Ferme le reazioni del centrosinistra, «Le dichiarazioni del cardinale Ruini ci riportano ai tempi della guerra fredda – è stato il commento di Cavino Angius, capogruppo Ds al Senato Di fatto, chiamando a raccoltatutto il mondo cattolico per invitarlo a disertare le urne nei prossimi referendum sulla procreazione assistita, e a scegliere nelle regionali i candidati che meglio corrispondono ai canonidella Chiesa, il cardinale ha sferrato un pesante attacco alla laicità del o Stato. Speravamo in un confronto sereno, siamo alle bairicate e alle crociate».
Anche per il senatore diessino Lanfranco Turci (DdS), tesoriere del comitato promotore dei referendum abrogativi, «bisogna risalire al 1948 per ritrovare nella Chiesa un atteggiamento di questo tipo, ma allora per fortuna c’era De Casperi».
Secondo Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, «le parole di Ruini per la non partecipazione al voto sui referendum vanno respinte e gli italiani devono essere posti in condizione di poter scegliere.